IN EDICOLA / Ricordando Jannacci con il cd del concerto di Lugano

PADOVA. Un concerto del 1986 registrato a Lugano per la Radio Televisione Svizzera, un pezzo di storia della musica italiana, una di quelle chicche che gli appassionati dell’arte musicale di Enzo Jannacci difficilmente non possono avere nella propria collezione. Ma anche l’occasione per molti ragazzi di ascoltare e godersi quello che si può considerare un documento storico, un Jannacci giovane tra due modi di cantare, quello "più vecchio" in dialetto e quello più recente sfoggiato anche a Sanremo, tra una “Vincenzina” e un “Son scioppà” piuttosto che di “Se me lo dicevi prima”. Il cd si chiama “Enzo Jannacci Live” e lo potrete trovare da sabato 13 aprile in edicola con il Mattino di Padova a 8,80 euro, oltre al prezzo del nostro quotidiano.
Un ascolto piacevole, che diventa la scoperta di un cantautore che con il suo essere schivo, non amante dei grandi palcoscenici, ma che con la sua genialità è riuscito comunque a conquistare un pubblico senza età. Di Jannacci si potrà gustare un medley con "Vincenzina e la fabbrica”,“Io e te”, “Mario”, “Vengo anch’io, no tu no” ed “El portava i scarp del tennis” eseguiti senza soluzione di continuità, solo con voce e piano, che chiudono con Bartali, pura esplosione di forza musicale.
Jannacci poteva essere definito come un poeta di strada, cantore delle speranze e delle sofferenze della povera gente, quella vera, è l’artista dialettale milanese per eccellenza degli anni Sessanta. I primi lavori sono con Dario Fo e Fiorenzo Carpi. Nel concerto contenuto nel cd, tenutosi a Lugano nel dicembre del 1986, Jannacci presenta con la consueta ironia e vena da giullare senza freni e regole alcuni dei suoi classici, con un’orchestra formata da amici che lo seguono senza forzature. I brani del cd sono: L'importante è esagerare, Silvano, Son s'cioppà, Medley, Il volatore di aquiloni, Quelli che, E la vita la vita, La disperazione della pietà, Quella cosa in Lombardia, L'Armando, Bartali. (E.Bol.)
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