Padova, 50 ovuli di cocaina nell'intestino: arrestato corriere con oltre mezzo chilo
I carabinieri hanno arrestato un 40enne alla stazione ferroviaria di Padova: trasportava 50 involucri di cocaina, per oltre 500 grammi, nascosti nell'apparato digerente. La droga, una volta venduta al dettaglio, avrebbe fruttato più di 35mila euro

Cinquanta ovuli di cocaina, per un peso complessivo superiore ai 500 grammi, nascosti nell'apparato digerente. È quanto hanno scoperto i carabinieri durante un controllo su un cittadino nigeriano di 40 anni, arrestato sabato 7 novembre nei pressi della stazione ferroviaria di Padova con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L'intervento è scattato nell'ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal Comando provinciale dell'Arma per presidiare le zone più sensibili della città, compresa l'area interessata dalla «Zona a vigilanza rafforzata», recentemente prorogata. I militari hanno fermato l'uomo appena sceso da un treno. Il suo nervosismo e l'insofferenza durante il controllo hanno subito attirato l'attenzione degli operatori.
A rafforzare i sospetti è stato il contenuto dello zaino: una confezione di vaselina e alcuni farmaci lassativi. Elementi che, insieme all'atteggiamento del quarantenne e all'esperienza dei carabinieri, hanno fatto ipotizzare il trasporto di stupefacenti attraverso l'ingestione di ovuli.
Accompagnato all'Azienda ospedaliera per gli accertamenti, l'uomo si è sottoposto agli esami senza opporre resistenza. La Tac ha individuato numerosi involucri distribuiti lungo il tratto digerente, dallo stomaco all'intestino, fino al colon e al retto. Dopo diverse ore di osservazione e assistenza sanitaria, i medici hanno recuperato 50 ovuli, ciascuno del peso di circa 10-11 grammi.
Una volta immessa sul mercato al dettaglio, la cocaina avrebbe potuto generare un guadagno superiore ai 35mila euro. Il trasporto attraverso l'ingestione comportava inoltre rischi estremi per la salute del corriere: la rottura anche di un solo involucro avrebbe potuto provocare un'intossicazione gravissima, potenzialmente letale.
Dopo le dimissioni dall'ospedale, il quarantenne è stato arrestato in flagranza e accompagnato alla casa circondariale Due Palazzi di Padova.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








