In Italia non esiste ancora una vera scuola Per ora sono tutti alpinisti con attestato

Lavorano con l’ausilio di una corda, capaci di raggiungere qualsiasi punto di intervento anche inaccessibile a ponteggi e piattaforme aeree. Non esiste un codice che li definisca: li chiamano...

Lavorano con l’ausilio di una corda, capaci di raggiungere qualsiasi punto di intervento anche inaccessibile a ponteggi e piattaforme aeree. Non esiste un codice che li definisca: li chiamano “tecnici cordisti” o “rocciatori”. In Italia non sono più di 500 e in provincia di Padova si contano sulle dita delle mani: sono il fiore all’occhiello di alcune aziende edili, soprattutto nel bellunese. Dall’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) padovana riferiscono che qui sono chiamati “rocciatori” e «vengono occupati per esecuzioni di lavori particolari come la ristrutturazione della parte superiore della cupola di una chiesa o un campanile. Sono figure di grande abilità e coraggio che sono stati di supporto anche alla nostra scuola edile nei corsi di montaggio ponteggi». Si attengono alle normative italiane ed europee sulla sicurezza; nonchè costantemente addestrati e formati secondo i parametri Irata (Industrial Rope Access Trade Associations). Quasi tutti sono anche alpinisti e continuano a seguire i corsi del Centro Alpinismo Italiano. Tuttavia in Italia non ci sono corsi specifici che formino un percorso scolastico: alcune scuole edili (ad esempio quella di Genova) forniscono un attestato di abilitazione per addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi. Se in Francia esistono diversi corsi per raggiungere il Cqp (Certificato di qualifica professionale di operatore su fune), da noi sono muratori, carpentieri, verniciatori work in progress dove formazione ed esperienza corrono sulla stessa fune. (e.sci.)

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