Industriali all’attacco: «Strada del Santo e Valsugana, qui c’è il 40% dell’industria di Padova»
Il grido d’allarme arriva da Confindustria Veneto Est: «La politica faccia sistema e si utilizzino i fondi europei»

Non è solo una questione di asfalto e cantieri, ma di sopravvivenza economica. Il grido d’allarme arriva da Confindustria Veneto Est e punta dritto al cuore pulsante dell’industria padovana: il quadrante Nord. Qui, lungo i corridoi della SR 308 (Nuova Strada del Santo) e della Statale 47 Valsugana, si produce quasi il 40% del fatturato industriale dell'intera provincia. Eppure, le imprese si trovano a fare i conti con una rete viaria saturata, ferma a decenni fa e ormai inadeguata a sostenere i ritmi di un territorio che, dal pre-Covid a oggi, ha visto crescere i propri addetti dell'83%.
I numeri del motore padovano
Le cifre elaborate da InfoCamere descrivono un gigante economico compresso in infrastrutture fragili. Tra Padova Est e Castelfranco, e nel tratto tra Limena e Cittadella, operano oltre 7.000 imprese manifatturiere che danno lavoro a 78mila persone. Nel 2024, questo distretto "diffuso" ha generato un valore della produzione di 13 miliardi di euro, segnando un balzo del +47% rispetto al 2019.
«Padova è un motore economico fondamentale per tutta l’area metropolitana e per l’intero Veneto», sottolinea Francesco Nalini, Vicepresidente per il Territorio di Padova di Confindustria Veneto Est. «La forza strutturale delle sue imprese rende quest’area una vera eccellenza in grado di realizzare 13,3 miliardi di export nel 2024, un valore mai registrato prima».
L’urgenza: SR 308 e Valsugana
La richiesta degli industriali è netta: serve il potenziamento della SR 308 verso Padova Est e il suo completamento dopo Castelfranco con la cosiddetta "Bretella di Loria" per collegarsi alla Pedemontana. Parallelamente, è giudicato improcrastinabile l’adeguamento della Valsugana nel tratto Limena-Cittadella e la realizzazione della variante verso Bassano.
«Anni di appelli, tavoli istituzionali e protocolli sono caduti nel vuoto, tra rimpalli di competenze e assenza di risorse», denuncia Nalini. «Oggi il territorio deve scegliere: competere o declinare. È tempo di compiere passi avanti decisivi sugli investimenti nella rete viaria, evitando ulteriori ritardi. Solo così potremo scongiurare il rischio di deindustrializzazione del quadrante Nord».
Un sistema al collasso
La saturazione delle strade non rallenta solo i camion, ma mette in fuga gli investitori. Secondo l'associazione, la congestione cronica è già stata causa di mancati investimenti o trasferimenti di attività altrove. La pressione è destinata ad aumentare con l'entrata a pieno regime della Pedemontana e la futura apertura del nuovo Policlinico di Padova.
«Dobbiamo fare fronte comune sulla necessità del riconoscimento dell’interesse nazionale dell’asse viario Valsugana e quindi della competenza statale», conclude il Vicepresidente di Confindustria Veneto Est. «È prioritario che tutti gli attori — Regione, Province, Comuni e forze sociali — giochino “di sistema” questa partita verso il Ministero e l'Anas. Solo così Padova potrà aumentare la propria attrattività e creare nuove opportunità per le future generazioni».
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