Influenza e polmoniti, raggiunto il picco in Veneto: dal 5 gennaio vaccinazioni gratis per tutti
Aumentano del 15 per cento gli accessi al Pronto soccorso, intasati gli ospedali. La Regione ha deciso di riaprire il piano di prevenzione

Il picco influenzale è arrivato anche nel padovano e si sta traducendo in un aumento significativo degli accessi ai pronto soccorso. A confermarlo è Lorena Gottardello, del dipartimento di Prevenzione dell’Usl 6, che parla di numeri superiori alle attese rispetto alle stagioni precedenti: «Il sistema di sorveglianza ha documentato un aumento degli accessi in pronto soccorso più alto di quello che ci aspettavamo negli ospedali di Padova, Cittadella e Camposampiero». E scatta l’allarme polmoniti, dopo la morte di Azzurra Breda, la piccola di 13 anni di Sant’Angelo di Piove, stroncata da una forma fulminante dell’infezione.
Accessi in crescita
In media, in questo periodo, gli accessi legati a sindromi simil-influenzali oscillano tra il 10 e il 15%, ma «la settimana scorsa abbiamo avuto picchi fino al 20% in alcune giornate». L’incremento non riguarda solo il territorio dell’Usl 6 ma tutto il Veneto: «Questa tendenza si è verificata un po’ in tutti gli ospedali della Regione – sottolinea Gottardello – e ha richiesto molto impegno da parte degli operatori dei pronto soccorso». Un affollamento accentuato anche dal periodo festivo, con la ridotta disponibilità dei medici di medicina generale, che spinge molti cittadini a rivolgersi direttamente al pronto soccorso anche per disturbi gestibili a domicilio.
Bambini piccoli i più colpiti
Dal punto di vista epidemiologico, la settimana appena trascorsa ha segnato un picco importante: circa 18,8 casi ogni mille residenti. «Siamo quasi a 20 casi ogni mille – osserva la dirigente – e i più colpiti, dal punto di vista numerico, sono come sempre i bambini da 0 a 4 anni». La chiusura delle scuole durante le festività potrebbe aver contribuito a ridurre la diffusione del virus.
Il virus che stanno circolando
Il quadro è reso più complesso dalla co-circolazione di più virus respiratori: «In questo momento stanno circolando due ceppi influenzali contenuti nel vaccino – chiarisce Gottardello – l’H1N1, che conosciamo da anni e rappresenta poco meno della metà degli isolamenti, e l’H3N2, la variante di cui si parla di più». Accanto all’influenza restano presenti anche il virus respiratorio sinciziale nei bambini e una circolazione residuale di Covid-19, «circa un caso ogni 100 mila abitanti, molto meno rispetto all’influenza».
Vaccinazione straordinaria da lunedì
Proprio per contrastare il picco e la presenza simultanea dei due ceppi, la Regione ha disposto un rafforzamento della campagna vaccinale. «Con una nota del 30 dicembre la Regione ci ha chiesto di incrementare ancora di più le vaccinazioni – spiega la dirigente – per tutto il mese di gennaio la vaccinazione antinfluenzale sarà gratuita per tutti, dai sei mesi di vita in su, e ad accesso libero».
A partire da lunedì, dunque, sarà possibile vaccinarsi senza prenotazione nelle sedi vaccinali.
La situazione negli ospedali
Nonostante l’afflusso elevato, il sistema ospedaliero regge: «Le rianimazioni riescono a gestire i casi gravi – rassicura Gottardello – quando si presentano vengono presi in carico e curati». Il nodo resta quello degli accessi impropri ai pronto soccorso, legati a fattori logistici e temporali, ma «in questo momento i pronto soccorso riescono a tenere», conclude Gottardello.
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