Padova, blitz dei carabinieri: 10 attività sospese e 240 mila euro di sanzioni

Operazione dei carabinieri in tutta la provincia di Padova: scoperte gravi irregolarità tra ristoranti, officine, panifici e tabaccherie. Lavoratori in nero, minori impiegati illegalmente e gravi carenze sulla sicurezza

Silvia Bergamin
Il blitz dei carabinieri del lavoro
Il blitz dei carabinieri del lavoro

Giro di vite dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Padova che hanno messo a segno una vasta operazione di controllo in tutta la provincia. Il bilancio è pesante: 14 persone denunciate, 10 attività sospese e oltre 240 mila euro di sanzioni complessive.

I militari, in sinergia con le stazioni territoriali, hanno passato al setaccio aziende di ogni settore, dalla ristorazione all'edilizia, dal commercio all'artigianato, scoprendo un preoccupante scenario di irregolarità. L'operazione ha toccato numerosi Comuni: Padova, Este, Saonara, Massanzago, Terrassa Padovana, Albignasego, Due Carrare, Loreggia, Campo San Martino e Arquà Petrarca. Ovunque lo stesso copione: lavoratori in nero, assenza di documenti sulla sicurezza e gravi carenze nella formazione del personale.

In un locale del capoluogo, due lavoratori su otto erano completamente irregolari, mentre in un'officina dell'Alta padovana è stato trovato addirittura un minore non assumibile tra i dipendenti. Particolarmente grave la situazione in tre aziende tra Este, Due Carrare e Padova, chiuse per la totale assenza del documento di valutazione dei rischi, mentre un'impresa edile della zona termale operava senza il piano operativo di sicurezza e la documentazione necessaria per il montaggio dei ponteggi. Non è andata meglio a un autolavaggio padovano, a una tabaccheria di Saonara, a una ricevitoria di Loreggia e a un panificio di Albignasego, tutti sospesi per violazioni alla normativa sulla sicurezza.

Le verifiche hanno portato alla contestazione di ammende per 207.560 euro e sanzioni amministrative per ulteriori 35.980 euro, di cui 23.500 relativi ai provvedimenti di sospensione. Un'operazione che conferma come, nonostante i controlli sempre più serrati, il fenomeno del lavoro irregolare e delle carenze in materia di sicurezza resti una piaga diffusa nel tessuto economico locale, con rischi concreti per la salute dei lavoratori e per la concorrenza leale tra imprese.

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