Insegnante strappata alla vita a 45 anni

VILLAFRANCA. È voluta tornare fra le sue montagne, scarponi ai piedi «ora camminerà lassù», tra cenge e sentieri delle sue Dolomiti. Lucia Piazza Tollio aveva 45 anni: un linfoma ha eroso il suo fisico ma mai la sua volontà e il suo coraggio.
La giovane bellunese mancata domenica, mamma di due ragazzi di 14 e 16 anni, sarà salutata oggi mercoledì 29 marzo alle 15 nella chiesa di Cavarzano (Belluno) dove, oltre ai famigliari, giungeranno almeno due pullman, uno di alunni, l’altro di amici da Villafranca Padovana, dove viveva da quando si era sposata con Claudio Tollio.
A Belluno la ricordano ancora i compagni di “ieri” fra i banchi di scuola, delle medie e delle superiori.
Lucia Piazza Tollio si era poi laureata a Padova, si era costruita una famiglia, insegnava italiano, storia e geografia alle scuole medie di Camisano Vicentino, Grisignano di Zocco e Sandrigo.
Circa un anno fa, era gennaio 2015, la scoperta dell’inesorabile malattia che già da subito l’aveva immobilizzata, lei che aveva contagiato chiunque frequentasse con la sua passione per monti e scarpinate fra le crode. Una diagnosi terribile ma che ha visto Lucia combattere fino all’ultimo.
All’Istituto nazionale dei tumori di Milano non erano molto ottimisti quando l’hanno presa in cura, ma ben presto coraggio e forza di volontà della 45enne hanno fatto miracoli oltre che breccia nei suoi medici: da gennaio a luglio/agosto 2015, Lucia si era rimessa in piedi. Anzi, era tornata a calzare quegli scarponi da montagna che amava ed era tornata a camminare sul Sella.
«Noi speravamo che la malattia fosse trattabile. Da febbraio del 2015 è stata assistita dal professor Corradini e dalla sua equipe all’Istituto tumori di Milano, un numero uno in Europa per questo tipo di tumori. Lì Lucia ha trovato una seconda casa: l’umanità e la professionalità che ha incontrato lì sono aspetti non comuni», racconta il fratello Francesco Piazza, dirigente del Comune di Roma, capo del cerimoniale del Campidoglio-relazioni istituzionali del Gabinetto del sindaco (anche con le giunte Marino e Alemanno).
Sembrava che il male avesse abdicato davanti a tanta determinazione di vivere: «A luglio-agosto Lucia, che era arrivata a Milano allettata, ha ricominciato a camminare sui sentieri. Quindi si sperava nel trapianto: era stato trovato anche il donatore, un tedesco compatibile al 100%. Ma, rifatti gli esami, si è scoperto che la malattia aveva ripreso la sua corsa». Una settimana fa il ritorno da Milano a Villafranca Padovana, senza più speranza. Sarà tumulata nel cimitero di Cusighe, «guardando le Dolomiti».
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