La cerimonia scout per l’addio a Giulia

Alzabandiera e canti tra i 2 mila presenti alle esequie. La mamma dal pulpito: «Non piangete, lei vi prega di sorridere»
Di Giusy Andreoli
POLETTO FUNERALE GIULIA SPINELLO SANTA GIUSTINA IN COLLE
POLETTO FUNERALE GIULIA SPINELLO SANTA GIUSTINA IN COLLE

SANTA GIUSTINA IN COLLE. Tutto il paese si è stretto ieri a mamma Marina e papà Angelo, a Federico e Sara per dare l’addio a Giulia Spinello, la 22enne morta venerdì scorso dopo essere stata trascinata da un suv per quasi 4 chilometri. Nel piazzale laterale della chiesa gli amici hanno esposto un collage di foto della ragazza, mentre gli scout del gruppo di Giulia hanno allestito un maxischermo per consentire a chi non è riuscito a entrare in chiesa di seguire dall’esterno.

Un paese in lutto. Alle due di ieri pomeriggio la chiesa era già stipata da oltre duemila persone, che hanno pregato e cantato con il coro della parrocchia in attesa del feretro, giunto alle 15. Dietro la bara i genitori, i fratelli e la nonna Mirca che tratteneva a stento le lacrime. Accanto i parenti, i sindaci Federico Zanchin e Catia Zorzi, di Santa Giustina e San Giorgio delle Pertiche, paese dell’investitrice, il capitano dei carabinieri Marco Stabile e il comandante dei vigili Walter Marcato. C’erano rappresentanze dell’elementare dove mamma Marina insegna, della scuola di Sara e dell’associazione Vittime della Strada, oltre a un centinaio di scout da tutta la provincia.

Tanti modi per ricordarla. Sopra la cassa un cuore di rose bianche, una camicia e un fazzolettone degli scout, gruppo in cui Giulia era molto attiva, un libro perché lei amava leggere. Il gruppo scout di Santa Giustina ha formato due ali al centro della chiesa, dalla porta principale fino ai gradini dell’altare. All’arrivo del carro funebre dagli scout l’alzabandiera in onore di Giulia mentre alcuni capi hanno portato la bara a spalla fin dentro. La messa è stata concelebrata da tutti i parroci del vicariato. Sull’altare il parroco don Tarcisio Favaron con i due predecessori, don Delfino Frigo e don Cornelio Boesso, don Giovanni e don Fabio da Fratte, da Campodarsego il vicario foraneo don Leopoldo Voltan con don Vincenzo Cretella, l’assistente degli scout don Riccardo Comarella, il conventuale padre Giuseppe Franco con altri due confratelli, l’assistente in seminario don Nicola.

«Non è giusto morire cosi». Lo ha detto don Tarcisio. «Però ci sono tanti perché a cui non sappiamo dare una risposta», a ha aggiunto il sacerdote. «La prima cosa che pensato è stata: Dio, ma dove sei, perché non guardi giù, perché non ci sei accanto, perché succedono queste cose. Sentivo dentro di me non solo un dolore profondo ma anche una rabbia, mi arrabbiavo col nostro Dio. Ma questo Dio poi mi dice guarda, io non sono un Dio malvagio che gode della sofferenza delle sue creature. Io sono un Dio che è padre e come padre piango assieme a voi”. Don Tarcisio ha ringraziato la famiglia Spinello: «Avete dato a questa comunità un segno di fede vera autentica, non quella fede fatta di chiacchiere, parole, discorsi, che io vedo spesso bigotta, ma una fede in cui si capiva quanto è grande il vostro amore che nasce da un amore più grande».

Le parole della mamma. Prima della conclusione, la madre di Giulia ha raggiunto il microfono: «Questa non è la mia parola ma quella di Giulia che attraverso la preghiera di Sant’Agostino ‘Se mi ami non piangere’ vuole darvi conforto», ha detto Marina Martellozzo, leggendo poi il brano. E ha concluso: «Non piangete. Se avete conosciuto Giulia, il suo sorriso vi dice di sorridere, lei è felice».

La sorella. Anche Sara, soffocando i singhiozzi, ha voluto fare una dedica all’amata sorella: «Mi hai insegnato che il percorso che ci troviamo davanti avrà sempre degli ostacoli, non interessa quanti e quali siano, l’importante è cercare di superarli. Ti prometto che ce la metterò tutta».

Il commiato. Il Comune dedicherà una sala della biblioteca a Giulia, l’annuncio è stato dato da un componente del gruppo di lettura a margine del funerale. Prima di far trasportare Giulia a Padova per la cremazione, i familiari si sono radunati davanti al carro funebre per l’ultima, commovente preghiera.

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