La Fiera di Padova cambia pelle, ok alla nuova mensa universitaria

Il nuovo servizio per gli universitari sorgerà negli spazi dell’ex self service Marco Polo e servirà i circa 3 mila studenti dell’Hub di Ingegneria. Sarà aperto comunque a tutti i cittadini

Arriva una nuova mensa universitaria all'interno del polo fieristico di via Tommaseo,  una struttura pensata per rispondere alle esigenze degli oltre 3.000 studenti del nuovo Hub di Ingegneria. L'unica manifestazione di interesse ricevuta per il bando emesso dall’Esu, infatti, è stata avanzata da Padova Hall, società proprietaria del quartiere fieristico. La proposta riguarda il recupero degli spazi dell'ex self-service Marco Polo. L'intervento nasce per colmare una marcata carenza nell'area, attualmente priva di strutture con almeno 100 posti dedicati in via esclusiva e linee di tavola calda veloci per la fascia oraria tra le 12 e le 14.

Servono almeno 900 metri quadri

«L’obiettivo è garantire un servizio facilmente raggiungibile e somministrare i pasti in tempi compatibili con gli orari delle lezioni e dello studio», spiega il presidente dell'Esu, Giuseppe Maschera. L’apertura della nuova struttura consentirà inoltre di alleggerire la costante pressione che grava sulla mensa Piovego, riducendo code e tempi di attesa nei picchi di affluenza e migliorando l'organizzazione del lavoro del personale. L'immobile richiesto dall'avviso pubblico deve possedere una superficie minima di 900 metri quadrati, uno stato manutentivo ottimale, allacci alle utenze già attivi e una collocazione entro un chilometro dal polo didattico, evitando sovrapposizioni con i punti convenzionati Murialdo e Pio X. La valutazione dell'offerta di Padova Hall è stata affidata a una commissione composta da Ezio Pavan (presidente), Stefano Pedron e Marco Santaterra.

Oltre 140.000 pasti all’anno

Sul piano economico, il prospetto stima l'erogazione di circa 142.800 pasti all'anno per una spesa a carico dell'Esu di circa 670.000 euro. La gestione del servizio sarà affidata a un operatore esterno tramite contratto misto: il concessionario erogherà i pasti agli studenti a tariffe agevolate o in gratuità, con la possibilità di svolgere attività di ristorazione aperta al pubblico a prezzi di mercato. Una modalità «innovativa», sottolinea il presidente Maschera, per compensare i costi di locazione e gestione grazie alla concessione commerciale, senza incidere sulle tariffe studentesche.

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