La frode al servizio sanitario scoperta con intercettazioni

Fogli presenze del personale fatti sparire e anziani valutati come auto-sufficienti  per ridurre l’assistenza senza prove compromettenti e intascare 10 milioni “puliti” 
Bovolenta (PD), 24 ottobre 2019. Casa di Riposo "Sereni Orizzonti" perquisita dalla GDF. Nella Foto: FOTO NON AUTORIZZATA. Alcuni anziani ospiti della struttura
Bovolenta (PD), 24 ottobre 2019. Casa di Riposo "Sereni Orizzonti" perquisita dalla GDF. Nella Foto: FOTO NON AUTORIZZATA. Alcuni anziani ospiti della struttura



«Mettere uno che sta in 2 diverse... metto sia di qua che di là... e se vengono... accampare l’errore... cioè su questa carta abbiamo sbagliato... ma però i soldi li lasciamo tutti... cioè, se vedono sistematicità, secondo me è gravissimo... alla fine l’errore uno può averlo anche commesso». È il 14 marzo 2019 e Massimo Blasoni, socio di maggioranza della “Sereni Orizzonti spa”, discute con i suoi più stretti e fidati collaboratori dei deficit assistenziali riscontrati nelle strutture del Friuli Venezia Giulia, in vista della comunicazione del cosiddetto debito formativo - il documento che contiene i dati riepilogativi delle ore di assistenza socio-sanitaria erogata nelle strutture del gruppo - alla Regione. La politica aziendale di «massimizzare i profitti», contestata a Blasoni e a 9 suoi dipendenti dalla Procura di Udine, sarebbe passata anche attraverso il mancato rispetto degli standard assistenziali previsti dalla normativa regionale. False rendicontazioni per coprire il costante sottodimensionamento del personale, insomma. E le conversazioni intercettate soprattutto nel corso delle periodiche riunioni nella sede di via Vittorio Veneto lo dimostrerebbero.

Il danno alle Regioni

Sottoposto a custodia cautelare in carcere da giovedì, Blasoni è accusato di truffa aggravata ai danni delle aziende sanitarie di 6 Regioni, Veneto incluso. I soldi ritenuti indebitamente percepiti dalla società dal 2016 al 2018 a titolo di contributi e rimborsi per oneri sanitari sono stati calcolati in 10 milioni. Somma per cui il gip ha disposto il sequestro preventivo ai fini della confisca. Per il 2019 e per le strutture dislocate nel Veneto, la quantificazione del danno è stata rinviata all’acquisizione della necessaria documentazione.

Traditi dalle cimici

La ciliegina sulla torta delle indagini, partite da una verifica fiscale condotta il 23 aprile 2018 alla Sereni Orizzonti dal Nucleo di polizia tributaria e proseguite sulla scorta delle anomalie emerse a mano a mano che la documentazione veniva esaminata, è rappresentata proprio dalle intercettazioni. «Nel corso delle conversazioni, gli indagati hanno “confessato” il grave “debito di ore” protrattosi per anni – scrive nell’ordinanza il gip Mariarosa Persico –, ricercando e indicando tutte le soluzioni possibili adottate e adottabili, per sanarlo, evidentemente solo sulla “carta”». Essi stessi, in altre parole, avrebbero fornito agli investigatori la chiave di lettura dei dati acquisiti.

L’insabbiamento

La strategia sarebbe stata quella di tenere soltanto i fogli presenze più recenti.

«Un’unica indagine potrebbe mettere in crisi tutta l’azienda», afferma Blasoni il 23 aprile 2019, « per caso vanno a indagare su una struttura e dato che ci sono portano via tutto. Il magistrato dice: sapete che c’è? Siccome ho il fondato sospetto che... facciamo i conti di tutti i minutaggi di dieci anni... e abbiamo tutto lì, pronto». E allora, via tutto: cancellare email, scrivere sulle “matrici”, ossia i file di rendicontazione interna, lasciando solo i turni di servizio degli ultimi due mesi.

La riclassificazione

L’espediente cui Blasoni e i suoi avrebbero maggiormente affidato la presunta falsa rendicontazione dei minutaggi è indicata dal pm nella «riclassificazione al meglio degli ospiti». Una sorta di traghettamento da una categoria di non autosufficienza medio-bassa a una superiore, per la quale è sufficiente un minutaggio inferiore.

Un escamotage neppure troppo rischioso, visto che la scelta è discrezionale, non esistendo un criterio scientifico, ma che a sua volta richiederebbe un guizzo di furbizia. «. —



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