La giunta vara il regolamento edilizio energie rinnovabili a impatto zero

Una città più sostenibile, edifici a impatto zero, openspace ed energie rinnovabili. È passato più di un anno da quando il vicesindaco Arturo Lorenzoni ha dato ordine ai tecnici di preparare il nuovo regolamento edilizio comunale. Ora è pronto, martedì ha avuto il via libera dalla giunta e la prossima settimana dovrà superare lo scoglio del consiglio comunale. Un regolamento strategico per le politiche di questa amministrazione e su cui Lorenzoni (prossimo a candidarsi come governatore del Veneto, ma probabilmente dimissionario solo a campagna elettorale in corso) ha chiesto di spingere affinché fosse il più innovativo possibile, favorendo soprattutto l’adozione delle energie rinnovabili.
LE NOVITà
Il nuovo regolamento prevede che dall’1 gennaio 2021 qualsiasi nuova costruzione abbia prestazioni energetiche a impatto zero (tecnicamente “Nzeb”). Stesso discorso per le ristrutturazioni. In sostanza dovranno utilizzare materiali che riducano il più possibile i consumi, con una domanda energetica per riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, produzione di acqua calda sanitaria ed elettricità, la più bassa possibile. Per farlo ci sarà bisogno di coprire il fabbisogno energetico con fonti rinnovabili (ad esempio pannelli solari), che obbligatoriamente dovranno essere integrati con le altre tecnologie, e ovviamente rispettare l’urbanistica preesistente. Non solo, perché laddove sarà previsto un nuovo sistema di illuminazione sarà obbligatorio installare interruttori a tempo o azionati da sensori di presenza negli ambienti. E poi sono previsti sistemi di impermeabilizzazione, che permettono all’acqua piovana di raccogliersi all’esterno delle zone edificate.
OPEN SPACE
Un’altra innovazione contenuta nel regolamento è quella degli open space. Attualmente anche un monolocale di 45 metri quadrati non può essere registrato come tale se ha solo un vano. Quando il regolamento sarà operativo invece si potrà fare e permetterà quindi ai costruttori di realizzare palazzi con miniappartamenti da una sola stanza (bagno escluso) in open space, che è un po’ la moda del momento. «Ce l’hanno chiesto gli ordini professionali e l’abbiamo recepito perché stiamo andando in quella direzione, e poi il limite minimo è di 45 metri quadri, ma ovviamente vale anche per volumi superiori», spiega Lorenzoni.
PIANO AMBIZIOSO
«Finalmente Padova si dota di un regolamento allineato alla sostenibilità. È molto ambizioso e contiene norme molto importanti anche sul risparmio delle risorse idriche, la permeabilità dei suoli e la cura del verde». Va ricordato che il nuovo regolamento è stato discusso e adottato nella conferenza della città metropolitana e quindi le stesse regole saranno valide anche per i 17 comuni della cintura urbana. Le nuove costruzioni («poche», assicura Lorenzoni, difensore del contenimento del consumo di suolo) saranno quindi ecologiche: «Oggi mettere pannelli fotovoltaici sul tetto di un palazzo è complicatissimo e spesso ci si ferma per problemi burocratici o per ché qualcuno lo impedisce. Il nuovo regolamento faciliterà questi processi». —
LU.PRE.
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