Le strutture del parco Iride dovranno essere abbattute

A Vigodarzere l’area attrezzata, fatta realizzare dall’ex Pci, è utilizzata da tutti Ma le costruzioni sono abusive: entro maggio vanno sanate o saranno rase al suolo
BELLUCO.PARCO IRIDE VIGODARZERE
BELLUCO.PARCO IRIDE VIGODARZERE

VIGODARZERE. Le strutture del parco Iride di Vigodarzere dovranno essere abbattute: l'ordinanza dà tempo fino a fine maggio per sanare tutto o buttare giù le costruzioni risultate difformi, e quindi abusive, rispetto al progetto originario. Un parco creato dal Partito Comunista e dal 2007 patrimonio immobiliare della fondazione Nuova Società. Viene utilizzato da tutti: associazioni, scuole e cittadini per organizzarvi feste, pertanto è bipartisan il rammarico per la sua possibile perdita. «Sicuramente c'erano dei lavori da sanare», commenta l'ex vicesindaco Barbara Peron, il cui padre Emilio per anni ha gestito il parco Iride, «ma qualcuno ha deciso di farcela pagare così e le colpe rimbalzano dagli amministratori ai funzionari. Fa ancora più tristezza che il Comune stesso ne avesse chiesto l'utilizzo per il 22 maggio. Per evitare l'abbattimento abbiamo presentato la documentazione richiesta e aspettavamo ci dicessero quanto versare per sanare e invece ci hanno comunicato l'obbligo a demolire. Soldi per un ricorso al Tar non ne abbiamo, quindi le ruspe saranno inevitabili».

«L'ufficio tecnico è dovuto intervenire sulla base di un esposto presentato nel 2014», spiega il consigliere comunale Daniele Giuffrida, segretario della locale sezione del Pd. «È stata quindi depositata una pratica di sanatoria, che ha ottenuto parere favorevole, ma nonostante due proroghe, la documentazione non è stata presentata, quindi l'ufficio tecnico ha dovuto emettere l'ordinanza di demolizione. Come circolo riteniamo il parco Iride patrimonio dell'intera collettività. Chiediamo quindi alla fondazione Nuova Società di non procedere all'abbattimento: in questo modo diventerebbe patrimonio del Comune e potrebbe continuare ad essere utilizzato da cittadini e associazioni».

Cristina Salvato

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