Lo stupore di Arsego «Una famiglia unita che appariva felice»

SAN GIORGIO DELLE PERTICHE. «La chiave era sulla porta d’ingresso, all’esterno. Sono entrato e ho trovato i due corpi, senza vita, di Alessia e Tiziano». Paolo è il cugino del padre omicida-suicida: ieri pomeriggio è stato lui il primo a trovarsi di fronte alla tragedia, a lanciare l’allarme, a dover iniziare a raccontare l’orrore che gli si è parato di fronte. Vive a due passi dall’abitazione di padre e figlia: via Margarise, a San Giorgio delle Pertiche, una via così tranquilla che i residenti scuotono la testa perché la violenza «da noi non esiste».
«Erano una famiglia così tranquilla e pacifica, non può essere che Tiziano abbia fatto questo, non ci crediamo. E non è neanche possibile che qualcuno sia entrato, un rapinatore violento, un delinquente: qui non succede mai nulla, qui è tutto tranquillo» ripetono i vicini.
La sorella di Tiziano, che abita a poche centinaia di metri, ieri ha provato a chiamarlo, più e più volte. Poi ha iniziato a preoccuparsi, ha digitato il numero di cellulare della nipote, ma neanche da Alessia ha ricevuto risposta. E allora ha chiesto al cugino di andare a vedere, per sincerarsi che stessero bene. Lui è andato, è salito sulla scala esterna dell’abitazione, un edificio tipico degli anni 70; la chiave era al solito posto, nulla di anomalo, pare Tiziano fosse solito lasciarla all’esterno. È entrato, ha provato a chiamare i parenti, ma nessuno gli ha risposto, il silenzio più assoluto. Ha guardato in cucina, in corridoio. Poi è entrato nella camera della ragazza e ha capito tutto. «Alessia era sul letto, Tiziano era seduto sul pavimento, la schiena appoggiata alla sponda». Lei è passata dal sonno alla morte, con ogni probabilità non si è accorta di nulla e non ha potuto opporre resistenza; lui si è seduto sulla sponda del letto e ha fatto partire l’ultimo colpo.
In via Margarise sono arrivate ambulanze e i carabinieri di Camposampiero con i colleghi del Norm di Cittadella, vedendoli si sono assiepati i curiosi, sconvolti e increduli. All’inizio si ipotizzava una mano criminale: «Ma no, non può essere, qui si vive serenamente». La donna che abita davanti alla casa in cui si è consumato il dramma spiega che «Tiziano usciva tutte le mattine tra le 8.30 e le 9. Lo vedevo andare verso la casa della sorella, oppure si dirigeva verso il centro, per andare al bar a fare colazione. Ma ieri mattina, effettivamente, non ho notato alcun movimento: non è uscito. Lì per lì non ci ho dato tanto peso, la macchina era in garage». Sul posto anche il sindaco di San Giorgio delle Pertiche, Piergiorgio Prevedello, il suo vice Davide Scapin e l’ex sindaco Catia Zorzi. «Siamo sbalorditi», dicono gli amministratori, «siamo di fronte a qualcosa di inspiegabile, non c’erano mai stati attriti per motivi finanziari, o sociali, Tiziano e Alessia avevano trascorso serenamente la Pasqua con la sorella e i familiari». Il consigliere comunale Daniele Canella conosceva la donna: «La vedevo in centro, fuori da qualche bar o pasticceria, che si fumava una sigaretta. Mi è sempre sembrata una ragazza tranquilla».
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