“Ma io non sono” la piccola battaglia dell’eroe Fusetti

Il regista padovano Alberton fa un film sull’assalto del Sass de Stria. Le riprese ad Asolo
Di Marco Contino

di Marco Contino

Sul Sasso della Strega - il Sass de Stria - la notte è molto lunga. Troppo, per un manipolo di uomini che attendono rinforzi. È il 18 ottobre del 1915. Il sottotenente Mario Fusetti dell’81esimo Reggimento Fanteria si offre di guidare un gruppo di soldati sulla vetta della montagna a 2.477 metri di quota per sorprendere gli austriaci posizionati nelle trincee più in basso. Un obiettivo strategico che Fusetti conquista nel buio della notte, mentre la fatica, il freddo e la paura diventano attesa, sempre più vana, prima che uno sparo sulla fronte consegni l’eroe alla Storia. Che è fatta di tanti episodi, anche piccoli e poco conosciuti come la battaglia del Sass de Stria che il regista padovano Luigi Alberton fa riemergere dall’oblio nel film “Ma io non sono”, le cui riprese inizieranno il prossimo agosto tra Asolo, il Forte Tre Sassi - sede del museo della Grande Guerra vicino a Cortina - e la cima di quel monte a cui i soldati italiani si sono aggrappati, aspettando rinforzi che non arriveranno mai.

Emigrato da Cittadella in Canada insieme ai genitori, Alberton è ritornato a Padova per laurearsi in filosofia e scoprirsi un talento come pioniere multimediale, realizzando documentari storico-artistici, installazioni musicali e film interattivi. Fino al casuale incontro con la lettera-testamento di Mario Fusetti che diventa la scintilla per raccontare una storia di uomini e valori e dar vita al suo primo lungometraggio che ha il patrocinio della Regione Veneto e rientra nel programma ufficiale per le commemorazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale.

Cinque settimane di lavoro con 170 persone coinvolte, coordinate dal padovano Massimo Pepe (un passato da bassista con il noto gruppo musicale “I Data di Scadenza”), per un film che mescola realtà storica e finzione, lungo tre binari temporali: i primi del Novecento, durante i quali si svolge la vita dei soldati, il 15 ottobre del 1915, giorno della battaglia, e il presente di Alessio, un giovane “rievocatore” che rivive sulla propria pelle quell’episodio storico. Proprio Alessio (interpretato da Federico Rossi) sarà il personaggio principale del film, una sorta di Virgilio al contrario, inquieto e irrisolto, anche se il suo punto di vista non sarà l’unico.

Nel gioco di incastri tra realtà e finzione, si intrecceranno le storie personali del sottotenente Mario Fusetti (Francesco Roder) e del contrabbandiere-soldato Antonio (Antonio Pauletta); di Teresa (Paola Masciadri), donna forte e passionale, e di Adele (Sara Tamburello), l’astiosa governante della famiglia Fusetti. A fare da collettore tra passato e presente non un personaggio, ma un luogo fisico, quel museo - Il Forte Tre Sassi - che diventa nel film una sorta di sacrario, intriso della guerra e della presenza dei soldati con le loro voci mute. Ed è proprio nella potenza evocativa del suono che Alberton intende costruire il cuore della pellicola, come se il racconto sgorgasse principalmente dai suoni e dalle immagini, più che dalle parole.

“Ma io non sono” sta percorrendo con successo la strada della promozione attraverso una innovativa campagna di web marketing, un sistema di finanziamento dal basso che consente a chiunque voglia sostenere il progetto di fare una donazione (da 10 a 250 euro cui corrispondono altrettanti benefici, tra cui una cena con il cast, un invito alla prima del film e il proprio nome nei titoli di coda).

Dopo le riprese e la fase di montaggio, il film dovrebbe uscire alla fine del 2015, magari in occasione del centenario di una battaglia non più così sconosciuta.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova