Da Gaza all’esame di maturità a Padova: la storia dei gemelli Rahaf e Mohammed
I due ragazzi hanno sostenuto l’esame orale al liceo scientifico Barbarigo, erano arrivati in città lo scorso agosto con ferite devastanti e senza sapere l’italiano. Ora possono gioire per i risultati scolastici: «Ci iscriveremo all’università»

«Siamo entusiasti perché potremo frequentare l’università», raccontano. Mohammed il prossimo anno si iscriverà a informatica, la gemella Rahaf a medicina. Il loro sogno può realizzarsi perché qualche giorno fa i due diciannovenni palestinesi, salvati da Gaza e seguiti in città dall’associazione “Padova abbraccia i bambini”, hanno sostenuto l’esame di maturità nel liceo scientifico Barbarigo.
Hanno imparato le basi dell’italiano in poco meno di un anno. Tre scritti e l’orale, come tutti gli altri studenti italiani. Volenterosi, concentrati, caparbi, con il peso di una storia drammatica sulle spalle. Un risultato straordinario. «Avevamo tanta paura di non farcela» affermano «ora che siamo diplomati la soddisfazione è tanta, potremo cominciare il percorso di studi universitari».
Rahaf è senza una gamba, si muove con le stampelle. «Da grande voglio fare il medico, aiutare gli altri, so cosa vuol dire soffrire» racconta. Ha studiato tantissimo, si è impegnata per sostenere al meglio l’esame e i professori le hanno fatto i complimenti.
«La famiglia dei due ragazzi è giunta a Padova il 13 agosto scorso, in una situazione drammatica» spiega Rebecca Fedetto, presidente dell’associazione “Padova abbraccia i bambini”, «la mamma è arrivata senza un tallone e senza due dita della mano, la piccola Sila, 9 anni, ha entrambe le gambe amputate, si aggiungono due gemelli di 13 anni che hanno sostenuto l’esame di terza media e un’adolescente di 15». Vivono al Torresino, in un’immobile della parrocchia, l’associazione li segue e supporta.
«All’inizio è stato molto difficile e impegnativo» sottolinea la presidente, «erano traumatizzati, doloranti, una psichiatra, vari specialisti e cinque volontari si sono presi cura di loro e nel giro di non molto tempo tutti i figli andavano a scuola nonostante i continui ingressi e uscite dall’ospedale. È stato un bellissimo gioco di squadra».
Determinante l’impegno di Maria Vallo, preside del Barbarigo, che ha scritto al Ministro dell’istruzione Valditara. La famiglia il 22 gennaio è stata ricevuta a Roma e il 10 aprile scorso la sottosegretaria Paola Frassinetti è salita al nord per incontrare la famiglia. «La vita continua, per i due ragazzi si apre un mondo. Il prossimo passo sarà procurare una protesi per Rahaf», conclude Fedetto.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








