Medici di base in pensione: arruolati in 16 contro la crisi

Soluzione temporanea da 10 mila euro al mese per l'Usl 6 nei distretti Padova Terme Colli e Padova Sud

Silvia Bergamin
Un medico di base al lavoro
Un medico di base al lavoro

I medici di base vanno in pensione, non ci sono sostituti e l’azienda sanitaria corre ai ripari con una soluzione tampone temporanea: 16 medici a supporto e oltre 10 mila euro di spesa mensile.

L’Usl 6 sta rinforzando il servizio di assistenza primaria ad attività oraria diurna in risposta alla crescente carenza di medici di medicina generale nel territorio padovano. Con la determinazione 170 del 22 gennaio scorso – firmata dalla dottoressa Luisa Toniolo, direttrice della Uoc Direzione amministrativa territoriale – è stato disposto un significativo potenziamento del personale medico nei distretti Padova Terme Colli e Padova Sud.

Una scelta resa a dir poco necessaria a seguito della fine del servizio di diversi medici di base nei comuni di Selvazzano Dentro, Abano Terme, Sant’Elena, Villa Estense ed Este.

Nel distretto Padova Terme Colli, il monte ore settimanale è stato incrementato fino a 100 ore, mentre nel distretto Padova Sud si è arrivati a 112 ore settimanali.

Il provvedimento prevede l’intervento di 16 medici distribuiti tra i due distretti, alcuni dei quali già operanti in altre sedi di continuità assistenziale del territorio. La misura, che comporta una spesa mensile di circa 10.750 euro, rappresenta una soluzione temporanea ma necessaria per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria di base ai cittadini.

Il servizio rimarrà attivo per almeno 30 giorni dalla sua attivazione e comunque fino al conferimento di incarichi a tempo indeterminato o determinato negli ambiti territoriali interessati.

L’iniziativa dell’Usl si inserisce nel contesto della cronica carenza di medici di medicina generale che affligge il Veneto, problema accresciuto negli ultimi anni a causa dei numerosi pensionamenti non adeguatamente compensati da nuovi ingressi.

La strategia al momento consente di far fronte all’emergenza attraverso la riorganizzazione delle risorse disponibili. Ma il problema resta sul tappeto, in attesa di soluzioni strutturali che possano rispondere davvero alla notevole domanda di assistenza sanitaria di una popolazione in crescente invecchiamento. —

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