Megliadino San Fidenzio, due donne novantenni legate al letto e rapinate

Le trova la badante e chiama i soccorsi: portate in ospedale sotto choc e piene di lividi. Zaia: "Sono belve, serve una risposta pesante"
Ancilla e Onelia Toniolo (foto Cesaro)
Ancilla e Onelia Toniolo (foto Cesaro)

MEGLIADINO SAN FIDENZIO. Due anziane donne sono state rapinate martedì sera a Megliadino. Le donne, Onelia e Ancilla Tognolo, che hanno 93 e 95 anni, sono state legate e imbavagliate da tre banditi nella loro abitazione di via Lupia Bassa a Montagnana.

Le ha trovate legate al letto la badante, rientrata a casa alle 21: è stata lei a dare l'allarme ai carabinieri.Le donne in stato di choc sono state portate al pronto soccorso e ricoverate per accertamenti. Hanno sul corpo molti lividi.

Il racconto delle anziane rapinate: "Ci hanno buttato a terra e legate"

Hanno spiegato alle forze dell'ordine di essere state rapinate da tre uomini travisati che parlavano italiano. I rapinatori hanno portato via denaro e monili in oro.

Zaia: "Sono belve, serve una risposta forte". “Queste belve vanno prese ad ogni costo e punite severamente cercando, almeno per una volta, di evitare loro i benefici di leggi colabrodo di uno Stato incapace di difendere i suoi cittadini. La brutalità dei malviventi, in questo come in altri casi recenti, è salita a livelli di vero orrore e la risposta delle istituzioni deputate a garantire la sicurezza dei cittadini non deve essere da meno”. Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la gravissima aggressione di Montagnana.

“La terribile esperienza vissuta da queste due signore, che abbraccio augurando loro di poter dimenticare il più possibile al più presto – aggiunge il Governatore – è l’ennesima riprova che la criminalità più becera punta sempre di più contro i deboli, a cominciare dagli anziani. Non sono lontane le tragedie del povero signor Arduino, 85 anni di Giavera del Montello, deceduto pochi giorni dopo un’aggressione simile, o dell’anziana signora di Mestre ridotta in fin di vita durante un’aggressione in casa sua – ricorda Zaia – ed è ora di finirla, perché il Veneto e i Veneti non sono disponibili a vivere aspettando il prossimo lutto”.
 
 
“E’ troppo chiedere allo Stato al quale versiamo tutti imponenti tasse di difenderci con tutti gli uomini e i mezzi necessari, Esercito in strada compreso? – si chiede in conclusione Zaia. No, non è troppo, è il minimo per chi come noi si ostina a voler vivere in uno Stato di diritto, dove la brava gente venga difesa e i delinquenti incalzati senza tregua, arrestati, condannati, sbattuti in galera per tutto il tempo che hanno meritato. Temo – conclude – che questo Sato garante dei cittadini sia sempre più lontano, offuscato, impotente, indolente”.

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