Misteriosa morte di un anziano in casa

di Giusy Andreoli
CAMPODARSEGO
Torna la morte nella “casa maledetta”. Vent’anni fa in garage si uccise il cognato paracadutista, l’altro ieri sera al primo piano è morto Rino Salviato, 88 anni, vedovo. Una morte che ha ancora i caratteri del giallo, perché l’anziano è stato trovato a terra, vicino al letto dal quale era caduto, con una forte botta sulla fronte.
Una fine misteriosa. Si tratta di un infortunio domestico, di una disgrazia provocata da una disattenzione o di qualcos’altro? Le ipotesi sono diverse, poiché l’anziano era accudito da una badante moldava di 35 anni, Aliona Odobescu, che al momento del decesso di Salviato era presente in casa, al 10 di vicolo Ferraris.
Strani indizi. Sul corpo della vittima il medico legale ha trovato alcune contusioni delle quali vanno capita l’origine e la compatibilità con i tempi del decesso. Bisognerà attendere l’autopsia per sapere la reale causa della fine del poveretto, che viveva solo nella villetta dopo la morte della moglie Giovanna Gastaldello, avvenuta il 24 novembre 2010.
Il decesso. La morte di Salviato risale a prima della mezzanotte di mercoledì. Erano le 23.30 dell’altro ieri sera quando la badante ha telefonato alla figlia dell’anziano dicendole che era accaduto qualcosa di grave. La donna ha contattato immediatamente Valerio Borsato, il vicino di casa che dava una mano a suo padre, ultimamente costretto a letto da una grave malattia, occupandosi di sbrigargli le incombenze.
Il vicino. «La figlia mi ha telefonato chiedendomi di correre a vedere cosa stesse succedendo al padre – racconta Borsato, ancora sconvolto –Sono corso assieme a mio cognato e l’abbiamo trovato morto. Io, per la verità, non ho voluto entrare in camera, non me la sono sentita. So però che era per terra, vicino al letto. La badante piangeva disperata, era in confusione. Ho richiamato la figlia di Rino e le ho riferito tutto, lei è arrivata poco dopo insieme ai fratelli».
I soccorsi. In vicolo Ferraris è giunta anche la guardia medica, Salviato però era già spirato. »Sono rimasto lì fino a mezzanotte, poi sono tornato a casa mia – aggiunge Borsato –Alle 2 ho raggiunto di nuovo la casa di Salviato, c’erano i carabinieri».
Le indagini. Per il resto della notte e per l’intera mattina, la scientifica dell’Arma ha proceduto ai rilievi in tutti i locali della villetta. I carabinieri della compagnia di Cittadella, coordinati dal capitano Marco Stabile, hanno sentito a lungo i vicini, i figli, ma soprattutto la badante, per riuscire a ricostruire l’accaduto.
L’interrogatorio. La Odobescu è stata ascoltata con difficoltà perché non era lucida. Alle 7 del mattino le è stato fatto l’alcoltest, positivo con una percentuale di alcol nel sangue superiore al 3%. Questo vuol dire che, al momento della caduta dal letto dell’anziano, la trentacinquenne non sarebbe comunque stata in condizioni di soccorrerlo, ma nemmeno di commettere un atto deliberato. Considerata la situazione, gli investigatori sono dunque propensi per la disgrazia, perché altre ipotesi non suffragato da prove sufficienti.
Manca il movente. Si sa però che la badante doveva lasciare la casa a giorni. «I familiari non erano contenti di come andavano le cose – svela un vicino – ed erano intenzionati a sostituirla». La salma di Salviato è stata prelevata e portata a Medicina legale poco prima di mezzogiorno. Le indagini sulla sua morte sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova.
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