Morto in un frontale a 24 anni: partita rinviata e fascia nera al braccio per Niccolò

La gara contro il Calcio Union Cus di Casale di Scodosia, valida per la prima giornata del girone 26 del Trofeo Regione Veneto di Seconda Categoria, è stata infatti rinviata a data da destinarsi dal Comitato Regionale Veneto

Pietro Cesaro
Niccolò Camon aveva 24 anni
Niccolò Camon aveva 24 anni

Non si scenderà in campo domenica 30 agosto per la prima partita ufficiale della stagione. È questa la decisione arrivata nelle ultime ore dopo la tragica scomparsa di Niccolò Camon, il 24enne di Borgo San Marco che da poche settimane vestiva la maglia del Nuovo Ponso Ospedaletto.

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Niccolò Camon

La gara contro il Calcio Union Cus di Casale di Scodosia, valida per la prima giornata del girone 26 del Trofeo Regione Veneto di Seconda Categoria, è stata infatti rinviata a data da destinarsi dal Comitato Regionale Veneto.

La nuova avventura

Camon avrebbe dovuto essere tra i protagonisti della nuova stagione del Nuovo Ponso Ospedaletto, società nella quale era arrivato nelle scorse settimane dopo le esperienze con Bevilacqua, Villa Bartolomea, Minerbe, Castelbaldo e Bonavigo.

Difensore centrale, aveva iniziato con entusiasmo la nuova avventura e si era già inserito nel gruppo, partecipando agli allenamenti e costruendo i primi rapporti con i nuovi compagni. Martedì sera era ancora in campo insieme alla squadra a Saletto di Borgo Veneto per il torneo del “Capitano Caneva”.

Il rinvio della gara

Il rinvio della gara arriva quindi in un momento di dolore profondo per tutto l’ambiente del Nuovo Ponso Ospedaletto. Il presidente Andrea Cavallini aveva raccontato nelle ore successive alla tragedia di un ragazzo che la società seguiva da tempo e sul quale aveva puntato con convinzione.

Camon era stato seguito per circa tre anni prima di riuscire a portarlo a Ponso. «Era un ragazzo d’oro», aveva detto Cavallini, sottolineandone non soltanto le qualità sul piano calcistico, ma soprattutto quelle umane. Umile, educato, altruista e leale: così viene ricordato da chi aveva iniziato a conoscerlo in queste settimane.

Il dolore di una comunità

Il dolore, però, non riguarda soltanto il nuovo club. Niccolò era profondamente legato alla comunità di Borgo San Marco di Montagnana, dove viveva e dove era cresciuto all’interno di una comunità che oggi si è stretta attorno alla sua famiglia.

Il GS Borgo San Marco, la Festa dello Sport, le Brigate Neroverdi e tutta la comunità hanno affidato ai social un messaggio per ricordare il giovane. «Una di quelle notizie che non si vorrebbero mai ricevere, alla quale non si è e non si sarà mai preparati. Un amico, un fratello, un figlio: semplicemente uno di noi», si legge.

Il ritratto

Niccolò viene descritto come una persona «buona, affettuosa, generosa, altruista, pronta a tutto per tutti, sempre e comunque», ma anche come «simbolo del Borgo e colonna portante dei Tosi della nostra comunità», oltre che orgoglio e promessa sul suo tanto adorato campo da calcio.

Il messaggio prosegue con un abbraccio alla famiglia e a tutte le persone che hanno voluto bene a Niccolò, prima della frase che racchiude il sentimento di un’intera comunità: «Non se ne va mai davvero chi vive nel cuore di chi resta».

Camon aveva iniziato a giocare a calcio quando aveva appena quattro anni, seguendo la passione trasmessagli dal padre. Dopo il percorso nelle giovanili del Bevilacqua era arrivato in prima squadra, quindi aveva giocato con Villa Bartolomea, contribuendo con cinque gol alla vittoria del campionato, e con Minerbe, raggiungendo la finale playoff.

Aveva poi iniziato l’esperienza in Prima categoria con il Castelbaldo, prima del trasferimento invernale al Bonavigo, con cui aveva disputato un’altra finale playoff. Ora aveva scelto il Nuovo Ponso Ospedaletto per continuare a crescere e affrontare una nuova stagione.

Fuori dal calcio, Niccolò lavorava come impiegato in un ufficio a Vicenza e si era laureato in Scienze della Comunicazione a Ferrara. Una vita fatta di lavoro, famiglia, amici e sport, spezzata giovedì 27 agosto in via Saoncella a Montagnana, dopo un scontro frontale. Domenica saranno diverse le società che scenderanno in campo con la fascia nera al braccio.

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