«Non puoi fare nemmeno un figlio»: attacco social sessista contro l’assessora

Insulti a un’amministratrice di Montagnana: «Segnalato alla Polizia postale». Il profilo è stato bloccato

Pietro Cesaro
Il messaggio social di attacco all’assessora Rossetto
Il messaggio social di attacco all’assessora Rossetto

Un post dedicato alla Giornata della Memoria si è trasformato in un episodio di odio sui social verso un’amministratrice pubblica: «Ma quale “community” che sei una cogl...a che fa due commenti a post. Vai a lavorare, fallita, manco un figliolo puoi fare». Nei giorni scorsi Elisa Rossetto, assessora del Comune di Montagnana, aveva condiviso su Facebook, nel profilo personale, una riflessione sul valore del ricordare come impegno concreto contro razzismo e odio. Il tutto era accompagnato da un messaggio: «La memoria è la base di un futuro di pace e rispetto per la dignità umana. Mai più».

Sotto a quel post è però comparso un commento offensivo, firmato da un profilo, a quanto pare fake, che riportava solo il nome “Mattia” e la scena di un film come foto profilo. Un attacco diretto e volgare, che ha colpito l’assessore sul piano personale e lavorativo. Il profilo è stato successivamente bloccato e il commento non è più visibile. Rossetto ha spiegato pubblicamente di stare valutando le azioni da intraprendere: «Sono in contatto con la Polizia postale; la denuncia ai carabinieri ha un iter troppo lungo. Meta ha sede a Pasadena e per ottenere qualche dato bisogna fare una rogatoria internazionale».

Al di là degli aspetti tecnici, l’assessore ha voluto sottolineare la gravità del gesto: «Quello che volevo mettere in evidenza è l’ennesimo atto di vigliaccheria di chi si nasconde dietro a una tastiera. Se avesse trovato una persona più fragile di me, cosa avrebbe potuto scatenare?».

Nel suo intervento ha chiarito anche il riferimento alla “community” citato dall’autore dell’insulto, spiegando che si trattava di una precedente risposta a un concittadino che aveva pubblicato immagini di Hitler e Mussolini: «Gli avevo detto che certe foto poteva metterle sul suo profilo, non nel mio, e che la community, cioè Facebook, ha regole precise, al di là del buongusto».

Prosegue: «Ha toccato tasti personali come il lavoro, il fatto che dovrei essere una fallita e la maternità. Tutte cose che dalla notte dei tempi si tirano fuori per attaccare, le donne in particolare». Rossetto ha infine fatto sapere di essere in contatto con il comandante dei carabinieri per valutare come procedere, aggiungendo una considerazione: «C’è ancora tanta strada da fare». Intanto, sui social sono numerosi i messaggi di solidarietà e vicinanza all’assessore. 

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