Lo obbliga ad ospitarla a casa, lo picchia e gli svuota il conto
Una donna finirà davanti al giudice per maltrattamenti a un 68enne del centro di Padova. Dubbi inoltre su alcuni prelievi fatti in orario serale con il bancomat della vittim

È stata fissata al 23 febbraio 2026 l’udienza preliminare davanti al Tribunale nel procedimento che vede imputata una donna accusata di maltrattamenti in famiglia. Il pubblico ministero Sergio Dini ha concluso le indagini preliminari e ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio, sottoponendo il fascicolo al giudice per l’udienza preliminare affinché valuti la sussistenza dei presupposti per l’apertura del processo.
I fatti contestati risalgono al 2023 e, secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbero protratti nel tempo con condotte reiterate e non episodiche. La persona offesa è un uomo di 68 anni, residente in una via del centro di Padova, che si trovava – sempre secondo la Procura – in una condizione di particolare fragilità psico-fisica, elemento che viene ritenuto centrale nella ricostruzione del contesto in cui si sarebbero consumati i fatti. Dalle indagini emerge che l’imputata si sarebbe introdotta nell’abitazione dell’uomo imponendo progressivamente la propria presenza, nonostante i ripetuti inviti ad allontanarsi.
Nel tempo, tale situazione sarebbe sfociata in una convivenza di fatto, qualificata dall’accusa come forzata e tollerata, durante la quale la vittima avrebbe subito una serie di comportamenti vessatori e umilianti. Nel capo di imputazione vengono contestate minacce, ingiurie reiterate e condotte violente di varia natura. In particolare, l’accusa fa riferimento a episodi di violenza fisica quali sputi, spinte e schiaffi, inseriti in un quadro più ampio di sopraffazione abituale.
Un insieme di condotte che, per la Procura, integra gli estremi del reato previsto dall’articolo 572 del codice penale, relativo ai maltrattamenti in ambito familiare o in contesti a esso assimilabili. A fondamento della richiesta di rinvio a giudizio vengono indicate, come fonti di prova, la denuncia presentata dalla persona offesa e l’attività di polizia giudiziaria svolta dai carabinieri della stazione di Prato della Valle. Gli accertamenti investigativi avrebbero consentito di ricostruire la continuità temporale delle condotte contestate e il contesto relazionale in cui si sarebbero verificate.
Gli atti d’indagine, unitamente alla documentazione raccolta nel corso dell’istruttoria preliminare, sono stati trasmessi alla segreteria del giudice per l’udienza preliminare, che dovrà ora pronunciarsi sulla richiesta avanzata dalla Procura. C’è poi una integrazione alla denuncia in essere per dei prelievi al bancomat della vittima fatti dalla stessa indagata: bisognerà vedere se erano autorizzati.
L’imputata risulta assistita da un difensore d’ufficio, dopo essersi rifiutata di eleggere domicilio. Sarà il giudice, all’esito dell’udienza preliminare, a stabilire se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio e disporre l’avvio della fase dibattimentale, nella quale le accuse dovranno essere vagliate nel contraddittorio tra accusa e difesa. —
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