Nuovo allarme Pm10, Padova maglia nera

Continua a peggiorare la qualità dell’aria che respiriamo: a Capodanno, come previsto dai meteorologi, era seguito un breve periodo di maltempo con qualche giorno di pioggia. Cosa che aveva permesso, almeno per un po’, di tirare un sospiro di sollievo: i valori, altissimi in dicembre, si erano finalmente abbassati tornando a soglie, se non buone, un po’ meno preoccupanti. Il bel tempo degli ultimi giorni, però, ha fatto nuovamente precipitare la situazione, riportando le polveri sottili a livelli non solo gravi, ma anche peggiori rispetto alla fine del 2015.
La centralina che controlla il Pm10 di fondo, ovvero quella che sostanzialmente regista il dato più omogeneo per tutta la città, è situata alla Mandria. E secondo quanto riportato dal sito dell’Arpav, in alcuni giorni tra il 15 e il 20 di questo mese, il livello di Pm10 registrato proprio alla Mandria era rientrato sotto i 50 migrogrammi per metrocubo, cioè sotto il limite previsto per legge. Una rondine che tuttavia era ben lontana dall’annunciare la primavera: il 24 gennaio, l’ultimo di cui si conoscono i dati, il pm10 ha superato i 150 microgrammi per metrocubo. In altre parole, nei nostri polmoni entra un’aria tre volte più inquinata di quanto dovrebbe essere nella peggiore delle ipotesi prevista dal regolamento nazionale.
Non solo: quella padovana, in assoluto, è la situazione peggiore del Veneto. Venezia, la seconda città più inquinata, si arresta a 146, Treviso a 144. Numeri che restituiscono un’immagine anche più allarmante rispetto a quella di dicembre, dove nei giorni più neri non si era comunque saliti oltre 115/120 microgrammi. Parallelamente, come è stato recentemente reso noto da Legambiente di Padova, l’anno appena concluso si connota per un secondo record negativo: non solo quello del Pm10, ma anche quello del PM2,5, la frazione più fine (e dannosa) delle polveri sottili, il cui limite di legge è 25 microgrammi per metro cubo (media annua).
La città di Padova, nel 2015, ha registrato la media peggiore degli ultimi 4 anni: 31.45 microgrammi. Era di 23,69 nel 2014, 27,61 nel 2013, 31,41 nel 2012. Se il Pm10, le polveri sottili di un diametro di 10 micron sono inalabili e si accumulano nei polmoni, quelle di un diametro da 2,5 micron sono addirittura respirabili, ciò significa che possono penetrare nei nostri polmoni fino ad accumularsi nel sangue e raggiungere varie parti del nostro organismo. Così, se i danni legati alle polveri sottili di Pm10 sono relativi soprattutto al sistema respiratorio, quelli legati alle polveri sottili PM 2,5 si estendono anche ad altri tessuti.
Silvia Quaranta
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