Nuovo ospedale di Padova, accordo in primavera e gara d’appalto nel 2027
Accordo con Inail atteso in primavera, progetto esecutivo entro fine anno e bando nella prima metà del 2027: prende forma il nuovo ospedale di Padova da 870 milioni di euro

L’accordo in primavera, il progetto esecutivo entro l’anno e la gara d’appalto nella prima metà del 2027. È il timing, aggiornato, per la realizzazione del nuovo ospedale di Padova: tra i progetti – o le sfide, come si usa dire – più importanti, e più pesanti, di questa stagione amministrativa.
Il treno è stato riportato sui binari ieri mattina, con la prima telefonata ufficiale tra il presidente veneto Alberto Stefani e gli uffici direzionali di Inail: l’istituto che si farà carico degli 800 milioni, su 870,8 totali, previsti per la realizzazione del nuovo ospedale.
Si parte dallo schema di accordo firmato, come ultimo atto, il 5 dicembre scorso dall’amministrazione uscente. Ma è chiaro che, perché le procedure di gara possano essere avviate, è necessario che, prima, Inail rediga il progetto esecutivo: tutta materia che finirà nell’accordo, peraltro.
La novità? Anche nella telefonata di mercoledì, Stefani è riuscito a “infilare” la questione dell’housing sociale per gli infermieri. Strappando a Inail una mezza promessa sulla possibilità di riqualificare alcuni immobili di sua proprietà, da destinare agli operatori sanitari che lavorano nel pubblico. Iniziativa sulla quale batte il governatore veneto, ma che preoccupa i “cugini” del Friuli Venezia Giulia, per il timore di un esodo verso i nostri ospedali.
Al di là di questo, le carte in tavola rimangono sostanzialmente le stesse. Quella per un ospedale la cui posa della famosa “prima pietra” non avverrà prima del 2027, con inaugurazione (si spera) nel 2031. Padova Est, un’area complessiva di quaranta ettari e 220 mila metri quadrati di superficie edificata. E poi 963 posti letti, compresi i 90 di terapia intensiva, e 2500 stalli per le auto, di cui 1550 nel parcheggio multipiano.
Si diceva, un costo complessivo pari a 870,8 milioni di euro, dei quali 800 assegnati dal Ministero della Salute e ricompresi nel piano nazionale degli investimenti immobiliari Inail. Per il resto si tratterà di fondi regionali, già stanziati.
La Regione si assumerà l’onere della manutenzione degli immobili. E il pagamento di un canone annuo di locazione, con concessione all’Azienda Ospedale-Università, per 25 anni – rinnovabili, ma un’alternativa è l’acquisto – di circa 25-30 milioni di euro. Spese già a bilancio, nel capitolo dedicato all’edilizia sanitaria.
Dopo la telefonata di ieri mattina, tra Stefani e gli uffici direzionali di Inail, ne sono seguite delle altre; questa volta, con interlocutore Paolo Fattori, responsabile dell’edilizia sanitaria per la Regione.
A questo punto resta da capire – ma ormai è questione di settimane – chi assumerà l’eredità del direttore generale Giuseppe Dal Ben, già in pensione e destinato a lasciare, nell’imminente fase di transizione verso la costruzione di questo nuovo colosso della sanità veneta. —
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