Dj rischia di perdere casa dopo tre pesanti infarti, a Padova Scatta la solidarietà: «Ora torno alla consolle»

Alberto Ghisellini, 67 anni, ha suonato nei principali locali padovani: «Ho toccato il fondo, ma voglio risollevarmi: adesso fatemi lavorare»

Alberto Ghisellini, 67 anni, storico dj padovano
Alberto Ghisellini, 67 anni, storico dj padovano

Una vita passata dietro una consolle, a far ballare intere generazioni nei locali più noti del Veneto. Poi i problemi di salute e le rinunce. Oggi, però, Alberto Ghisellini, 67 anni, storico dj padovano, vuole rimettersi in pista: tornare alla musica, grazie anche alla solidarietà degli amici.

Ghisellini ha lavorato per anni in alcuni tra i locali più rinomati di Padova e del Veneto – dal Q Bar al Caffè Pedrocchi, il Godenda, il Matilda a Jesolo e l’Oasi a Pordenone – oltre che in eventi privati e matrimoni di alto livello. Un mestiere che non è mai stato solo lavoro, ma anche passione. Una carriera bruscamente interrotta da una serie di eventi difficili.

Dopo la morte del padre, Ghisellini aveva lasciato Treviso – dove lavorava in una discoteca di primo piano – per tornare a casa e prendersi cura della madre. «All’inizio era ancora abbastanza indipendente», racconta, «ma dal 2015 la situazione è peggiorata. Pian piano ho iniziato a fare tutto io».

Una scelta di responsabilità e amore che lo ha portato ad abbandonare il lavoro, le amicizie e la vita sociale per assisterla giorno e notte fino alla fine. «Vederla spegnersi non è stato facile», confida.

Alla scomparsa della madre, però, il fisico ha presentato il conto. «Nel giro di pochi mesi ho avuto tre infarti», riferisce, «tre eventi terribili che mi hanno profondamente debilitato». Dopo, tutte le certezze vengono meno: «Ti senti completamente a terra e le luci si spengono una dopo l’altra, inesorabilmente», sospira Ghisellini. Alle difficoltà di salute si sono aggiunti gravi problemi economici. «Rischio di non avere più una casa a breve», rivela, «e questa è la mia maggiore preoccupazione, un’angoscia che mi accompagna ogni giorno: dormo poco, l’ansia è costante».

Per andare avanti, Alberto ha dovuto vendere anche parte dei suoi strumenti di lavoro, compresa una preziosa collezione di vinili costruita in anni di carriera.

Eppure, nonostante tutto, la musica resta. E con lei la volontà di ripartire. «Ora sto cercando di riprendere il lavoro», dice, «il contesto è molto cambiato e il mercato è difficile, ma sto tornando a fare delle serate, sto producendo dei pezzi. Insomma, cerco soluzioni nel campo in cui credo di essere competente».

A sostenerlo, oltre alla sua determinazione, c’è la rete di amicizie costruita in una vita. In primis Valentino Borgia, Giovanni Turiaco e Andrea Castello che hanno avviato una raccolta fondi per aiutarlo ad affrontare questo momento delicato e permettergli di tornare stabilmente dietro la consolle.

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