Bancomat assaltato con l’esplosivo, quattro a processo: sgominata banda padovana

Assalto fallito al bancomat Monte dei Paschi di Villafranca Padovana: la Squadra Mobile identifica quattro padovani accusati di aver tentato il colpo con esplosivo. Decisive telecamere, perquisizioni e sequestri di jammer e passamontagna

Silvia Bergamin
Gli arnesi da scasso sequestrati dalla polizia
Gli arnesi da scasso sequestrati dalla polizia

Un'Alfa Romeo rubata nella notte, quattro figure incappucciate davanti a un bancomat e una carica esplosiva pronta a deflagrare.

Non è la scena di un film d'azione, ma quanto accaduto realmente la notte del 26 luglio scorso a Villafranca Padovana, dove una banda di malviventi ha tentato di far saltare lo sportello automatico della filiale Monte dei Paschi di Siena. A distanza di mesi, la Squadra Mobile della questura di Padova ha chiuso il cerchio attorno ai presunti responsabili: quattro padovani, alcuni con precedenti legati alla storica Mala del Brenta, ora rinviati a giudizio dalla Procura della Repubblica.

L'indagine è partita da quello che sembrava un semplice furto d'auto. Gli investigatori, però, hanno fiutato qualcosa di più grosso. L'Alfa Romeo era stata sottratta con tecniche da professionisti: centralina manomessa, impianto elettrico manipolato, fuga coordinata con un'altra vettura di appoggio.

Bancomat fatto saltare con l’esplosivo: così agiva la banda sgominata a Padova

Troppo sofisticato per essere fine a se stesso. L'intuizione si è rivelata corretta. Poche ore dopo, le telecamere della banca di Villafranca riprendevano la stessa auto e quattro persone travisate con passamontagna, ognuna con un compito preciso nell'assalto al bancomat.

Il piano, studiato nei minimi dettagli, prevedeva l'uso di esplosivo per scardinare lo sportello. Ma qualcosa è andato storto: l'eccessiva carica ha attivato il sistema fumogeno antifurto, costringendo la banda alla fuga a mani vuote. Da quel momento è iniziata una paziente opera investigativa.

Gli uomini della Mobile hanno visionato migliaia di ore di registrazioni, analizzato altrettante targhe, ricostruito ogni spostamento della banda attraverso le telecamere comunali e private. Un lavoro certosino che ha permesso di identificare uno a uno i componenti del gruppo e mappare la loro rete criminale.

Il 22 aprile scorso l'epilogo: perquisizioni simultanee nelle abitazioni dei quattro indagati hanno portato al sequestro di passamontagna, disturbatori di frequenze (jammer) e altro materiale tipicamente utilizzato per gli assalti ai bancomat.

Secondo gli investigatori, la banda era pronta a colpire di nuovo. I quattro, con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, dovranno ora rispondere di furto aggravato e tentato furto con l'uso di esplosivo.

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