Padova, biblioteca in via San Biagio in crisi: i docenti scrivono al ministro Giuli
Servizi ridotti nella biblioteca universitaria per la mancanza di personale. La replica: «Problema noto, soluzione entro l’anno»

Nella Biblioteca universitaria di via San Biagio il centralino è muto. Non è una metafora: «Il centralino al momento non è funzionante», si legge nell’home page del sito. Per mettersi in contatto con la più antica delle biblioteche universitarie italiane bisogna arrangiarsi, cercare i numeri diretti dei singoli uffici on line. E già questo basterebbe a fotografare la situazione. Ma è solo l’inizio. Subito sotto, un altro avviso: il servizio di informazioni bibliografiche, il prestito interbibliotecario e il document delivery non sono disponibili. Sospesi. Senza una data di ripristino.
Non è finita: «Si ricorda che gli orari attuali sono comunque provvisori». Il rischio è recarsi a studiare, fare ricerca, ritirare un libro, e trovarsi le porte chiuse. La causa è una e dichiarata: manca il personale.
Per una biblioteca pubblica gestita dal Ministero della cultura – pur chiamandosi “universitaria” non dipende dall’ateneo patavino – è un colpo al cuore della propria missione.
In aggiunta è specificato che fino al 30 giugno, la sala lettura (sala grande) è chiusa al pubblico per i lavori del cantiere Pnrr. Restano disponibili la sala consultazione moderna e la sala manoscritti negli orari consueti.
Il risultato è una biblioteca che resta formalmente aperta, ma sostanzialmente ridotta, a rischio chiusura. Custode della storia padovana e veneta, è un luogo di studio e di formazione, incontro e scambio di sapere.
La situazione non è tollerabile e un gruppo di cittadini e di docenti dell’ateneo, studiosi di discipline che trovano nelle biblioteche storiche risorse preziose, hanno deciso di appellarsi al ministro della cultura Alessandro Giuli e alla direttrice generale biblioteche e istituti culturali Paola Passarelli chiedendo loro «di intervenire al più presto di fronte al rischio di una chiusura imminente per la sempre più grave mancanza di personale».
Sul sito openpetition.eu è stata attivata una raccolta firme. Per il momento hanno risposto circa in 600. «La chiusura della biblioteca universitaria di Padova sarebbe una perdita incommensurabile per la cittadinanza – si legge nella petizione – depauperata così di un ente che custodisce e promuove la vita culturale del territorio da quasi 400 anni, offrendosi altresì come un laboratorio dove affinare, tramite l’accesso a conoscenze senza censura lo spirito critico e il senso civico di chi vi accede, garantendo e tutelando in tal modo la vita democratica della società».
Il ministero della cultura fa sapere che «la situazione della biblioteca universitaria di Padova è ben nota». L’impegno è «di risolvere i problemi di personale entro quest’anno dando la precedenza ai luoghi della cultura attualmente in maggiore difficoltà. Sono infatti in corso i reclutamenti di 1.560 assistenti all’accoglienza, 350 assistenti tecnici e 350 bibliotecari».
«Appena si concluderanno le procedure - conclude - provvederemo a inviare il personale dove ce n’è più bisogno».
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