Il ristorante Sant’Agnese a Padova cambia sede e si amplia
Dall’omonima via, il locale di chef Massimo Pontarolo si è trasferito in Ponte Molino 1: «Manterremo tutta la nostra storia». A breve l’assunzione di nuovo personale

Una crescita professionale, la voglia di cambiare dando vita a un locale decisamente capiente dall’effetto estetico internazionale, pronto ad accogliere oltre 60 commensali in una location che però ha saputo mantenere il “fascino di una volta”. Un cambiamento per un locale che però rappresenta anche un segnale di una città che scommette su innovazione e sviluppo.
Tutto questo è il nuovo ristorante Sant’Agnese, che dall’omonima via si è trasferito in Ponte Molino 1 dove aprirà i battenti in settimana. Il titolare Massimo Pontarolo, 52 anni, che per 18 ha gestito la vecchia location, punta all’assunzione di ulteriore personale e a diventare un punto di riferimento.
La struttura di proprietà dell’imprenditore Romi Osti oltre ad aver ospitato una sala da the, un ristorante di sushi e altre attività, è stata per anni la sede storica della nota Gelateria Rocco. «Siamo emozionati per questo passaggio, ma informo subito tutti che troveranno la cucina che da sempre ci contraddistingue, quindi niente paura» spiega lo chef, che ha abbracciato questo mestiere oltre 35 anni fa.
«Di sicuro aggiungeremo ulteriori piatti a base di carne e altre specialità e comunque, il ristorante sarà in grado di soddisfare qualsiasi palato, porte aperte a vegetariani e vegani» racconta il titolare che adesso si ritrova a gestire un locale decisamente più grande nel quale però lasagne, pasta fresca, tagliate, pesce e tantissimi manicaretti non mancheranno mai.
«Abbiamo avuto una brava professionista che ha seguito la ristrutturazione, l’architetto Maria Valentina Feder e con lei abbiamo deciso di mantenere alcuni elementi della gelateria, è importante in un certo senso non perdere le radici con la storia del luogo e poi sono certo questa scelta ci porterà fortuna. Adesso dopo un importante lavoro di rinnovamento durato un anno, sono state realizzate tre sale, una si trova al piano rialzato, due al piano terra e di queste una è stata battezzata con il nome del ristorante. Dalle vetrine i clienti possono osservare la magnifica architettura della storica porta medioevale e gli edifici circostanti e credo che questo faccia la differenza» spiega il cuoco.
Si tratta di una bella novità in città che punta su qualità, tradizione e che diventerà un nuovo luogo di socialità: «La scelta è stata quella di creare un ristorante idoneo ad accogliere visti i nuovi spazi, tutte quelle iniziative che prevedono la partecipazione di molte persone che prima non era possibile soddisfare perché avevamo solo 17 posti interni e 8 nel plateatico», conclude il ristoratore.
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