Padova, blocchi auto al via dall’1 ottobre: ecco le nuove regole
E’ arrivato l’ok della Provincia: deroga per 70.000 Diesel Euro5 presenti nel Padovano. Il tavolo tecnico ha invece votato lo stop completo alle auto a gasolio più vecchie

Inverno e smog. Si va verso una deroga per i circa 70.000 mezzi diesel Euro 5 presenti nel Padovano. Anche se ieri il Tavolo tecnico zonale della Provincia ha votato lo stop completo alle auto a gasolio più vecchie, la giunta regionale – si riunirà il 15 settembre – dovrebbe approvare il piano di compensazione consentendo alle vetture Euro5 di poter circolare con il livello di allerta verde. Con l’arancione e il rosso, invece, i mezzi dovranno rimanere in garage.
La riunione in provincia
Il Tavolo tecnico zonale ieri ha definito le misure di contenimento dell’inquinamento atmosferico che entreranno in vigore dal prossimo 1 ottobre.
Sostanzialmente nulla cambia rispetto allo scorso anno, salvo l’aggiornamento delle date. Durante il periodo natalizio i veicoli privati soggetti allo stop in assenza di allerta o in caso di livello arancione potranno circolare dal 12 dicembre al 6 gennaio 2027. Una deroga specifica riguarderà tutti i veicoli e tutti i livelli di allerta nei giorni 25 e 26 dicembre.
Confermata anche la deroga per i veicoli diesel impegnati nei cantieri Pnrr, eventualmente prorogati, ad eccezione dei periodi di allerta rossa.
Le domeniche ecologiche
Sono inoltre state approvate le date delle domeniche ecologiche della prossima stagione invernale: 4 ottobre, 8 novembre, 6 dicembre, 24 gennaio, 28 febbraio e 14 marzo. A queste si aggiunge il 18 aprile 2027, insieme alla Padova Marathon.
Una parte importante delle nuove disposizioni riguarda gli impianti termici alimentati a biomassa legnosa. Dal 1 ottobre, l’aggiornamento del Piano per la qualità dell’aria innalza i requisiti di qualità emissiva sia per l’utilizzo sia per l’installazione. Con livello verde sarà obbligatorio utilizzare impianti con classe di prestazione emissiva non inferiore a 4 stelle. Con allerta arancione o rossa il requisito sale a 5 stelle.
Per le nuove installazioni, i generatori fino a 35 kW dovranno avere almeno 4 stelle e rispettare determinati limiti emissivi. Per quelli oltre i 35 kW sarà invece richiesta una classe non inferiore a 5 stelle, con limiti emissivi ancora più restrittivi. Queste misure avranno carattere permanente, anche oltre il periodo di riferimento del provvedimento.
Stop a falò e fuochi artificiali
Restano inoltre in vigore le misure introdotte nel 2025 e confermate per tutti i 51 Comuni interessati. Il divieto assoluto riguarda la combustione all’aperto dei residui vegetali, anche in quantità modeste.
Stop anche ai falò tradizionali e ai fuochi d’artificio, sia pubblici, che privati. Sono ammesse al massimo due manifestazioni complessive legate a festeggiamenti tradizionali, purché promosse o autorizzate dal Comune e realizzate con livello di allerta verde. Per i falò dovrà essere utilizzata biomassa ben stagionata e priva di residui.
Nei casi di allerta arancione o rossa, entra inoltre il divieto di sosta con il motore acceso per tutti i veicoli. Per le attività economiche viene vietato anche l’utilizzo di barbecue all’aperto alimentati con combustibile solido. Nessuna limitazione, invece, per barbecue alimentati, ad esempio, a gas.
Temperature più basse
Sul riscaldamento degli edifici vengono confermati i limiti già previsti. Con livello verde la temperatura media non potrà superare i 19 gradi centigradi; con livello arancione o rosso il limite scende a 18 gradi. Per gli edifici destinati ad attività industriali e artigianali il limite è fissato a 17 gradi. In entrambi i casi è prevista una tolleranza di due gradi e restano ferme le eccezioni stabilite dalla legge. Esclusi dalle limitazioni asili nido, scuole materne e scuole dell’infanzia.
Confermato anche l’obbligo, per gli esercizi commerciali e quelli con accesso al pubblico dotati di impianti, di tenere chiuse le porte comunicanti con l’esterno. Una misura che riguarda anche i condizionatori e che, proprio per questo, resterà in vigore anche nel periodo estivo con l’obiettivo di favorire il risparmio energetico.
La fotografia dell’aria
A fare da sfondo alle decisioni del Tavolo tecnico zonale ci sono i dati sulla qualità dell’aria presentati da Arpav, relativi alle centraline presenti nel territorio provinciale e regionale.
La relazione evidenzia come le principali criticità in Veneto continuino a riguardare il superamento diffuso del valore limite giornaliero del Pm10 e il superamento generalizzato dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana relativo all’ozono.
Il 2025, tuttavia, ha portato anche segnali positivi: rispetto agli anni precedenti si è registrato un sensibile miglioramento per i superamenti del valore limite giornaliero del Pm10. Il valore limite annuale del Pm10 non viene superato in alcuna stazione dal 2018, mentre anche il Pm 2. 5 negli ultimi quattro anni non ha fatto registrare superamenti del valore limite annuale.
Per orientarsi tra livelli di allerta, limitazioni e ordinanze, la Provincia da fine ottobre attiverà il portale www.laprovinciarespira.it, che fornirà aggiornamenti in tempo reale.
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