A Padova l’ordinanza anti-botti resta su carta: boati, scoppi (e proteste) in tutta la città

L’ordinanza comunale anti-botti, firmata due giorni fa dal vicesindaco Antonio Bressa e in vigore su tutto il territorio cittadino fino al prossimo 11 gennaio, è stata largamente ignorata, trasformando la mezzanotte in una lunga sequenza di esplosioni non autorizzate

Rocco Currado
A Padova l'ordinanza anti botti è stata largamente disattesa
A Padova l'ordinanza anti botti è stata largamente disattesa

Il divieto c’era, ma non è bastato. A Padova il nuovo anno è iniziato come tanti altri, tra boati, scoppi e fuochi d’artificio che hanno illuminato (e assordato) la notte di San Silvestro.

Peccato che, sulla carta, tutto questo fosse vietato. L’ordinanza comunale anti-botti, firmata due giorni fa dal vicesindaco Antonio Bressa e in vigore su tutto il territorio cittadino fino al prossimo 11 gennaio, è stata largamente ignorata, trasformando la mezzanotte in una lunga sequenza di esplosioni non autorizzate.

Dai quartieri periferici fino alle porte di Palazzo Moroni, il copione si è ripetuto: petardi lanciati in strada, fuochi improvvisati nei cortili, botti esplosi ben oltre l’orario simbolico del brindisi.

Un fenomeno diffuso, segnalato in queste ore anche da numerosi residenti sui social.

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Le testimonianze parlano di forti esplosioni nei quartieri, fuochi d’artificio sparati da giardini privati e spazi pubblici, petardi accesi in strada nonostante la presenza di famiglie e passanti. Un clima festoso per alcuni, fonte di disagio e preoccupazione per altri, in particolare per chi convive con animali domestici o persone fragili.

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«Abitiamo a San Bellino e mai, in 54 anni, è successo come stanotte», scrive su Facebook una signora sotto il post di auguri del sindaco Sergio Giordani, «petardi anche in giardino, botti tremendi, ho temuto per l'incolumità mia e di mio marito che è attaccato alla macchina della dialisi».

«A Chiesanuova i botti sono stati numerosi, forse più degli anni scorsi, ma il problema sta nelle persone», commenta un'altra cittadina. E ancora: «Giordani, qui al Portello sembra territorio di guerra».

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