Case popolari, a Padova 1.500 sono sfitte: «Per sistemarle servono almeno 40 milioni di euro»
In città e provincia un alloggio di edilizia residenziale pubblica su cinque è vuoto. L’esperto di mercato immobiliare Napoli: «Spesso ricostruire costa meno»

Emergenza casa? Una realtà dolorosa pure a Padova, eppure in città e provincia 64 mila case private sono sfitte e su 7.200 alloggi di edilizia residenziale pubblica se ne tengono fermi 1.500, uno su cinque.
Il tema – come sempre – sono i costi: recuperare quegli alloggi in termini soprattutto di efficienza energetica costerebbe fra i 25 e i 75 mila euro ciascuno, per un totale che oscilla tra i 37 e i 112 milioni di euro. Circa 500 immobili sono nel perimetro del Comune di Padova, mentre i restanti mille rientrano nel patrimonio provinciale gestito da Ater.
Il paradosso degli sfitti
«Il tema delle case sfitte va affrontato partendo da un paradosso: da un lato siamo in pieno inverno demografico, con la natalità in calo; dall’altro aumentano i nuclei familiari composti da una sola persona. Nonostante questo, molte abitazioni restano vuote. Una parte degli immobili oggi è fuori mercato perché vecchia, energivora o bisognosa di interventi troppo costosi.

Un’altra parte consistente rimarrà sempre sfitta perché si trova in zone della provincia in cui nessuno vuole più andare ad abitare»: a sviluppare il ragionamento è il padovano Andrea Napoli, imprenditore, promotore del forum dell’economia immobiliare “Refuture”, e responsabile nazionale politiche abitative dell’Udc, autore di due libri, “La Repubblica della casa. Per l’Italia che vuole tornare ad abitarsi” (uscito il 28 aprile) e “La grammatica dell’affitto”.
Il confronto con il Veneto
Gli alloggi popolari sfitti, in Veneto, sono passati da 6.600 a 8.800. Padova – con i suoi 1.500 alloggi inutilizzati su un totale provinciale di 457 mila abitazioni e 64 mila case sfitte in generale – si colloca in una fascia virtuosa: le province della Pedemontana e dell’asse centrale hanno i tassi più bassi, attorno al 14-17%, segno di un mercato più dinamico, ma soffrono di una cronica carenza di alloggi pubblici pronti all’uso.
In termini assoluti Venezia arriva a quota 1.950 e Verona 1.550. Belluno, invece, detiene il record regionale di case non occupate con quasi il 35% del totale, ma incrocia dinamiche specifiche, ovvero lo spopolamento montano e le seconde case turistiche.
I dati incrociano le rilevazioni dell’Istat con i report delle Ater provinciali e della Regione, che ha recentemente varato il piano “Generazione Casa”.
Il numero di 1.500 comprende alloggi obsoleti, ovvero unità che sono state liberate negli ultimi mesi ma che non possono essere riassegnate senza interventi di efficientamento energetico con fondi Pnrr e regionali, e poi cambi di gestione: alcuni immobili gestiti dai singoli Comuni ora sono passati sotto Ater.
I costi del recupero
L’esperto fa i conti: «Per un aggiornamento degli impianti e delle caldaie, la spesa è di circa 25 mila euro per alloggio, con un minimo più realistico che si attesta sui 40 mila euro a unità abitativa. Se invece si vuole intervenire in modo più profondo e arrivare a una classe energetica accettabile, la cifra sale a 70-75 mila euro per appartamento». Il restyling conviene? «In diversi casi demolire e ricostruire costa meno che ristrutturare».
La paura di affittare
Sono un’enormità 64 mila case private ferme solo a Padova e provincia. Ma perché i privati faticano ad affittare? «Secondo i dati elaborati con le associazioni del settore immobiliare, oltre l’82% dei proprietari indica l’assenza di tutele efficaci come principale motivo per preferire una casa sfitta a una locata, mentre l’86% chiede procedure di sfratto più rapide. Molti proprietari», sottolinea Napoli, «temono di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità o occupazioni abusive».
Che fare? «La normativa sulle locazioni non è più adeguata ai cambiamenti sociali e lavorativi. Le regole attuali nascono nel 1978 e sono state riformate nel 1998, ma nel frattempo il mercato abitativo è cambiato profondamente.
Le persone, soprattutto i giovani, hanno esigenze di maggiore flessibilità e mobilità, mentre gli strumenti contrattuali disponibili restano rigidi. Per questo molti proprietari ricorrono ai contratti transitori».
Il piano casa
Il Piano Casa del governo prevede quasi un miliardo di euro destinato al recupero degli alloggi Erp e alla creazione di nuovi alloggi pubblici. A livello nazionale, gli immobili pubblici inutilizzati sono stimati in circa 70 mila unità.
Sul fronte legislativo, il senatore Antonio De Poli ha presentato tre disegni di legge per riformare il sistema delle locazioni, rafforzare la fiducia dei proprietari e aumentare l’offerta abitativa: «In Italia milioni di immobili restano sfitti mentre cresce la difficoltà, soprattutto per il ceto medio, di accedere a un alloggio a costi sostenibili. Le politiche abitative richiedono stabilità, regole chiare e fiducia. Noi vogliamo sbloccare il mercato immobiliare e dare risposte. La casa è un diritto e una leva di sviluppo».
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