Padova. Fucilata alla coscia del rivale e colpi di catena alla sua auto

Sangue in via Caena per l'uso di una carta postale. Il chiarimento finisce con la lite e il ferimento
Le auto della polizia in Via Antonio Forni ad Ostia, dove nel corso di una sparatoria sono rimaste uccise due persone, 22 novembre 2011. Le vittime sono due boss di quartiere conosciuti come componenti della 'banda di Ostia' ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Le auto della polizia in Via Antonio Forni ad Ostia, dove nel corso di una sparatoria sono rimaste uccise due persone, 22 novembre 2011. Le vittime sono due boss di quartiere conosciuti come componenti della 'banda di Ostia' ANSA/MASSIMO PERCOSSI

PADOVA. L’affare finisce male, i cinque ragazzi vengono a chiederne conto e lui si presenta brandendo un fucile a pompa. Arma che poi verrà effettivamente usata, ferendo uno dei convenuti. Per questo Espedito Franzese, 35 anni, napoletano residente a Padova, è indagato per porto d’armi atte ad offendere, minaccia, danneggiamento e soprattutto lesioni.

Per lui c’è anche l’aggravante della recidiva: dieci anni fu condannato per aver fatto parte della banda di Gianluca Locicero, accusata di numerose rapine alle banche tra Padova e provincia.

Catena e fucile

Il fatto è dell’11 maggio scorso, ma il pubblico ministero Silvia Golin ha chiuso le indagini nei giorni scorsi. È appunto lunedì 11 maggio e a casa di Franzese, in via Caena, si presenta un gruppo di cinque ragazzi di diversa nazionalità ed età. Ad accoglierli, assieme al 35enne, c’è anche il figlio minore.

Pare che i cinque siano arrivati in via Caena per “regolare” un affare andato male. Oggetto del contendere, in realtà, è una questione tutto sommato futile, l’utilizzo di una carta d’addebito postale.

Franzese si presenta al quintetto uscendo di casa e brandendo una catena con lucchetto, ma soprattutto impugnando un fucile ad aria (o a gas, la questione non è chiara).

L’uomo minaccia il gruppetto con entrambe le armi, promettendo loro anche la morte. Alle promesse verbali seguono i fatti.

Il ferimento

Franzese corre verso l’auto dei ragazzi e picchia con catena e lucchetto, danneggiando la vettura. Poi fa di peggio: punta il fucile a pompa contro la coscia di un ragazzo e spara a distanza ravvicinata.

Per il malcapitato, fortunatamente, le conseguenze non sono terribili: una forte tumefazione e un livido di qualche centimetro. Quanto basta tuttavia per far maturare l’accusa di lesioni aggravate. Espedito Franzese è difeso dall’avvocato Eleonora Danieletto di Padova. Le indagini sono invece state condotte dalla Squadra Mobile di Padova.

Nei guai peraltro ci finisce pure il figlio di Franzese, accusato di lesioni verso un altro componente del gruppo: l’indagine in questo caso è in capo al Tribunale dei minorenni. —



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