Padova Hall, scontro sulla fusione. L’opposizione: «È un fallimento»

Mercoledì 25 marzo il consiglio comunale voterà il progetto di rilancio che prevede l’aiuto di Interporto. Cavatton (FdI) e Lonardi (Lega): «Perdite vergognose». Tiso (Pd) difende la scelta: «Prospettive ottime»

Marta Randon
L'ingresso alla fiera di Padova
L'ingresso alla fiera di Padova

Lo studio della fusione tra Fiera ed Interporto, la società in difficoltà salvata dalla sorella economicamente più solida, non convince l’opposizione. Il piano commissionato dai soci pubblici di Padova Hall (Comune, Camera di commercio e Provincia) appare indispensabile per la sopravvivenza della stessa società: il bilancio della partecipata è in rosso di più di 3 milioni anche nel 2025 e, in totale, ha debiti per 16 milioni. Mercoledì prossimo il Consiglio comunale voterà il progetto.

«Tutti i piani industriali per il rilancio della Fiera presentati negli ultimi nove anni si sono dimostrati inattuabili» attacca Matteo Cavatton, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, che definisce l’ultimo studio «superfluo». «Padova Hall è fallita, è un dato di fatto certificato anche dall’ennesimo studio commissionato – sottolinea –. Lo denuncio da anni: questa amministrazione, con incompetenza pari solo alla supponenza, ha sistematicamente depauperato ed infine fatto naufragare tutte le attività e cespiti strategici della nostra città».

Il consigliere di FdI si rivolge al sindaco Giordani: «Attendo il primo atto di trasparenza in nove anni di governo cittadino: il primo cittadino si presenti ai padovani e dica la verità, ossia che non abbiamo più la Zip (consorzio Zona Industriale di Padova), che ci siamo venduti l’asset più importante di Interporto ad una società di Singapore e che è riuscito a far fallire la Fiera Campionaria più antica d’Italia. Solo così si potrebbe affrontare con la necessaria serietà e ponderazione questa ennesima fusione per incorporazione. Sarebbe un atto rivoluzionario e, soprattutto, sarebbe la prima volta in cui parlerebbe con sincerità ed oggettività. Potrebbe persino fargli bene, di sicuro farebbe bene ai padovani».

Fortemente contrario alla fusione anche il consigliere Ubaldo Lonardi della Lega, che analizza i conti in rosso della Fiera: «I 16 milioni di perdite che arrivano quasi a 30 se si aggiungono le inutili tasse pagate dal comune di Padova per il conferimento degli immobili a Padova Hall, le entrate ministeriali per il Covid (“ristori”) e i circa 7 milioni ricevuti per la causa vinta contro Banca Intesa sui derivati (iniziata con Bitonci sindaco!) sono un disastro annunciato e già denunciato da tutta l’opposizione».

Lonardi in queste settimane ha presentato una serie di interrogazioni al sindaco per chiarire molti dei passaggi che in questi anni hanno portato «al sostanziale fallimento dell’ente»: «La Fiera è diventata un’immobiliare, come lo è diventato Interporto – spiega Lonardi –. E in poco tempo sarà fagocitata da chi ha le casse piene, come l’Università, come una probabile catena alberghiera, come la CCIAA per il suo Datacenter che in tutto il mondo sono fuori dal contesto urbano, da noi a mille metri lineari dalla Cappella degli Scrovegni».

A difendere «il piano di rilancio» ci pensa il consigliere del Pd Nereo Tiso, presidente della Commissione consiliare II: «Parliamo di una grande operazione finalizzata a salvare la Fiera e a rilanciarla con un nuovo piano industriale». Ammette «gli errori del passato», «ma bisogna andare avanti» sottolinea. «Padova Hall non è stata abbandonata e questa è una forza. Interporto oltre a stare benissimo economicamente ha una prospettiva straordinaria con la nuova newco. Il Comune non perde nulla» conclude il consigliere. «La delibera non è ancora passata in commissione consiliare, ci sono una serie di sedi competenti in cui discuterne» il commento di Chiara Gallani di Coalizione Civica. 

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