«A Padova in 30 mila senza un medico di famiglia»

Il decreto ministeriale prevede una casa di comunità hub ogni 50 mila abitanti: «Ma in città ne è stata individuata solo una»

Marta Randon
A sinistra Elena Ostanel, a destra Andrea Micalizzi
A sinistra Elena Ostanel, a destra Andrea Micalizzi

«La carenza di medici di medicina generale in Veneto è ormai un’emergenza strutturale». Lo denuncia la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra – Reti Civiche Elena Ostanel, che parla di una situazione «grave» e di risposte regionali «tardive, insufficienti e spesso sbagliate». Sulla stessa linea il consigliere regionale del Pd Andrea Micalizzi: «Gli ospedali possono funzionare bene solo se la medicina territoriale è messa nelle condizioni di lavorare in modo efficace» afferma.

Secondo Ostanel in Veneto si contano «434 aree carenti di medici di base». Solo nel padovano ne mancherebbero «almeno un centinaio e circa 30 mila persone sono attualmente senza medico di famiglia. A pesare è soprattutto il ricambio insufficiente: ogni dieci medici che vanno in pensione solo due vengono sostituiti».

La consigliera spiega che «la Regione continua a utilizzare criteri inadeguati per individuare le cosiddette “zone carenti”, applicando in modo automatico lo standard nazionale di un medico ogni 1. 200 assistiti over 14 anni».

Un sistema che «non tiene conto delle specificità territoriali. Nel padovano, ad esempio, le criticità sarebbero più marcate nell’Alta Padovana, mentre emergono bisogni differenti anche nell’area dell’estense, a Padova Sud, e nei Colli Euganei» sottolinea.

«L’organizzazione degli studi dei medici di famiglia è decisiva – afferma Micalizzi –. Il sostegno regionale al personale di studio consente ai medici di lavorare in équipe e di seguire in modo più strutturato i pazienti con patologie croniche. Oggi questo modello riguarda circa il 30% dei cittadini veneti, ma l’obiettivo deve essere estenderlo progressivamente a tutta la popolazione. È un modello che funziona su cui non si sta investendo»,

I due consiglieri richiamano l’attenzione sul «fronte dolente» delle Case della Comunità, soprattutto in città. Il decreto ministeriale 77/2022 prevede una Casa della Comunità hub ogni 50 mila abitanti, ma a Padova ne è stata individuata una sola nell’area dei Colli. «Una scelta incomprensibile – conclude Ostanel – Non si poteva trasformare il distretto di via Temanza, nel cuore del quartiere Arcella su cui gravitano oltre 40 mila persone se consideriamo anche Mortise e Torre, in una Casa della Comunità? ».

Delle 99 Case di comunità programmate in Veneto, solo 3 risultano attive secondo gli standard richiesti dal Ministero. «Nei prossimi giorni farò dei sopralluoghi per vedere di persona la situazione» conclude il consigliere Micalizzi.

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