Ha il pass disabili, ma non cambia targa: «Ho preso 7 multe nella Ztl di Padova»
L’appello: il permesso per disabilità non riconosce automaticamente le vetture. La denuncia di Michele Mille: «Il Comune dovrebbe tutelare le persone più svantaggiate. Farò ricorso al prefetto ma chiedo aiuto a Giordani»

Michele Mille, un automobilista che ha accompagnato più volte la mamma con una disabilità nella zona del Santo, sebbene fosse munito di contrassegno, ha preso già sette multe: «In questo modo Padova si rivela una città non europea e non inclusiva visto che si ostina ad essere una macchina di multe», si sfoga l’automobilista che ha beccato già sette sanzioni da 80 euro ciascuna. Il problema però sta nella vettura utilizzata.
«Sono entrato in via del Santo per trovare un parcheggio sempre con mia madre a bordo e sempre munito del relativo contrassegno – racconta – Tutte le volte che sono andato in via del Santo mia madre l’ho sistemata in un furgone di mia proprietà.
L’avevo tirato fuori dal garage dal momento che l’auto, dove di solito trasporto mia mamma in particolare nelle strutture ospedaliere, l’avevo portata in officina per una serie di riparazioni urgenti. Non pensavo proprio che il Comune di Padova non riconoscesse un pass che esiste».
Michele Mille, sino ad oggi, si è rifiutato di pagare tutte le multe, pari a 760 euro e si appresta anche a presentare ricorso al prefetto: «La legge nazionale riconosce il libero accesso in Zona a traffico limitato a tutte le auto che hanno il contrassegno sul cruscotto – aggiunge il supermultato – Invece il Comune di Padova, in base all’esperienza vissuta dal sottoscritto, non rispetta le regoli vigenti a livello nazionale.
Come mai l’amministrazione non riesce ancora a fare distinzione tra chi abusa della Ztl e chi la attraversa per garantire ad una persona con disabilità la dignità di vivere la città come un normale cittadino, venendo incontro ai suoi legittimi bisogni?
È questo il volto di una città che si definisce moderna ed inclusiva? Qui non si parla di regole, ma di inclusione e di discriminazione istituzionalizzata. Intervenga anche il sindaco Giordani, da anni sempre in prima linea per difendere i fragili ed i più deboli».
Dal loro versante i vigili sostengono che il multato ha fatto un solo (ma grande) errore: non è andato al Comando di via Gozzi a notificare il cambio di targa del veicolo con il quale accompagnava la donna con disabilità.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova