Padova ripudia la guerra: a Palazzo Moroni lo striscione di Emergency
L’amministrazione ha aderito alla campagna per il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione: «No alle risposte armate»

Anche il Comune di Padova aderisce ufficialmente a "R1pud1a", la campagna nazionale lanciata da Emergency per chiedere il pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana. Dalla mattina di lunedì 30 giugno 2026, sulla facciata di Palazzo Moroni, rivolta verso piazza delle Erbe, campeggia un grande striscione bianco con la scritta che dà il nome all'iniziativa. Un dettaglio grafico non casuale: le due lettere “i” sono sostituite dal numero “1” per richiamare visivamente l'articolo 11, il principio fondativo in cui l'Italia dichiara il proprio ripudio verso i conflitti armati.
I lavori della pace
L’iniziativa, nata su proposta del consigliere comunale Marco Concolato, giunge in un momento storico delicato, segnato dall'aumento esponenziale delle guerre a livello globale e da una spesa militare che ha raggiunto i massimi storici dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. «Con questo gesto semplice vogliamo dire che la nostra città non è indifferente e che difende i valori della pace, mentre si sottraggono risorse a scuola e sanità», ha spiegato Concolato.
La lapide della Guerra mondiale
Lo striscione è stato posizionato significativamente sopra la lapide che ricorda il ruolo di Padova nella Prima Guerra Mondiale. Un richiamo storico evidenziato dall’assessora alla Pace, Francesca Benciolini: «Padova è stata teatro di guerre violente, che abbiamo ripudiato con la Costituzione ottant'anni fa. Esporre questo striscione ribadisce il DNA di una città che ha sempre preso posizione contro le risposte armate, convinta che il dialogo, la diplomazia e il diritto internazionale siano un dovere costituzionale». In un contesto internazionale in cui ritorna lo spettro della "chiamata alle armi" per i giovani in Europa, Padova sceglie la via della cittadinanza attiva e nonviolenta. L'adesione alla campagna di Emergency rappresenta un impegno concreto per monitorare e denunciare la militarizzazione della società.
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