Via ai saldi a Padova: ribassi ancora timidi, ma il centro si riempie
«Segnali incoraggianti». Il bilancio di Federmoda Confcommercio sul primo giorno dedicato agli sconti: «Funzionano perché quasi tutti gli operatori giocano secondo le stesse regole»

Il periodo dei saldi è ufficialmente iniziato sabato 3 gennaio in città. Con le percentuali di sconto ben esposte, i commercianti hanno dato il via a una fase cruciale della stagione. Un appuntamento che arriva dopo mesi complicati per il settore, ma che nelle prime ore ha mostrato segnali di tenuta, come emerge dall’analisi di Federmoda Confcommercio.
Più pubblico e acquisti mirati
Nonostante una stagione definita dagli operatori «molto difficile», segnata da una riduzione del traffico nei centri urbani e da consumi prudenti, il primo giorno dei saldi invernali in città ha restituito un bilancio «abbastanza positivo».
Le vie dello shopping hanno visto una presenza significativa di clienti, molti dei quali già pronti a comprare.
«C’era tanta gente con le borsette» conferma Riccardo Capitanio, presidente di Federmoda Confcommercio Veneto «segno che i consumatori avevano già pianificato l’acquisto». Secondo le stime, infatti, circa 7 persone su 10 entrano nei negozi con le idee chiare, dopo aver individuato in precedenza i capi da comprare. I primi dati parlano di una situazione sostanzialmente stabile, un «più zero virgola» che, nel contesto attuale, viene letto come un segnale incoraggiante.
Le regole e la concorrenza online
I saldi restano l’unico periodo promozionale realmente regolamentato per i negozi fisici. «È anche per questo che funzionano» sottolinea Capitanio «perché quasi tutti gli operatori giocano con le stesse regole».
Un equilibrio che però salta nel confronto con il commercio online, che può applicare sconti e promozioni durante tutto l’anno, creando una concorrenza asimmetrica.
A pesare è anche il divieto di promozioni nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi, in vigore sia in Veneto che in altre regioni. Una norma che, secondo Federmoda, finisce per favorire i grandi operatori: «Il divieto esiste, ma senza controlli efficaci» osserva Capitanio «ad esempio, proliferano i cosiddetti “saldi privati”, accessibili solo a chi ha grandi database clienti. Così vincono sempre i più grandi e i piccoli restano penalizzati».
Da qui la richiesta di rimuovere il vincolo per sostenere davvero il commercio di prossimità.
Black Friday e sconti più contenuti
Nel ragionamento sul calendario promozionale entra anche il Black Friday, considerato una leva utile se limitata nel tempo. «Se concentrato in un solo weekend, può rilanciare un mese tradizionalmente debole come novembre», spiega Capitanio. Quest’anno, però, la collocazione a ridosso di dicembre ha inciso negativamente sulle vendite natalizie.
Per quanto riguarda i saldi invernali, emerge inoltre una novità nelle strategie di prezzo: le percentuali iniziali sono più basse rispetto al passato. Dal tradizionale 50% si è spesso passati al 30%, anche a causa di una minore disponibilità di prodotto. Molti commercianti, prevedendo una stagione negativa, hanno infatti ridotto gli ordini, ritrovandosi con scorte meno abbondanti.
Vince il capo spalla
Le scelte dei consumatori confermano anche quest’anno una tendenza consolidata: durante i saldi si puntano soprattutto i capi dal prezzo di listino più alto.
In cima alla classifica c’è il “capo spalla” – cappotti e giacconi – seguito da maglieria e calzature. Il meteo favorevole ha aiutato, ma la vera sfida resta riportare le persone nei negozi fisici. «I saldi non hanno più i fasti di un tempo» conclude Capitanio «ma restano un grande spot a costo zero per i negozi di prossimità e per le città».
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