Padova, il Tar conferma la chiusura del bar di via Rovigo: respinto il ricorso contro lo stop

Il Tar del Veneto conferma la legittimità del provvedimento del questore di Padova Marco Odorisio: respinto il ricorso del gestore del bar di via Rovigo, sospeso per 30 giorni perché ritenuto punto di riferimento per lo spaccio di droga

Il bar chiuso in via Rovigo
Il bar chiuso in via Rovigo

Il Tribunale amministrativo regionale del Veneto ha confermato la legittimità del provvedimento con cui il Questore di Padova, Marco Odorisio, aveva disposto la sospensione per 30 giorni della licenza di un bar di via Rovigo, ritenuto abituale punto di ritrovo di persone pregiudicate e base logistica per attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Entra al bar con coltello e fucile a Padova: scatta il daspo Willy
Il bilancio dei provvedimenti della Questura di Padova

La sentenza respinge integralmente il ricorso presentato dal titolare dell'esercizio, riconoscendo la correttezza dell'istruttoria svolta dalla Questura e la fondatezza delle valutazioni che avevano portato all'applicazione dell'articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps).

Il provvedimento 

Il provvedimento era stato adottato dopo un'indagine della Squadra Mobile, avviata a seguito delle segnalazioni di commercianti della zona che denunciavano una situazione di degrado e la presenza abituale di spacciatori. Le investigazioni avevano portato, il 31 gennaio 2026, all'arresto in flagranza di due cittadini stranieri per spaccio di droga.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due utilizzavano il plateatico del bar come punto di appoggio, allontanandosi solo per effettuare le cessioni di stupefacente e facendo immediatamente ritorno nel locale.

Padova, droga venduta ai tavoli del bar: licenza sospesa per trenta giorni
Il Bar Nuovo chiuso per trenta giorni

L'attività della polizia aveva inoltre documentato la presenza costante di clienti con precedenti penali e di polizia, soprattutto per reati in materia di stupefacenti, contro il patrimonio e contro la persona. Il locale era già stato destinatario nel 2020 di una precedente sospensione della licenza dopo alcuni episodi di violenza tra avventori.

Nel ricorso il gestore sosteneva che lo spaccio fosse avvenuto all'esterno del locale, che il bar fosse estraneo ai fatti e che mancassero presupposti per la sospensione, contestando anche l'assenza di un contraddittorio preventivo.

Il Tar

Il Tar ha respinto tutte le censure, evidenziando che la documentazione prodotta dalla Questura dimostra come il pubblico esercizio costituisse un effettivo punto di riferimento per l'attività di spaccio.

I giudici hanno inoltre ribadito che la sospensione prevista dall'articolo 100 Tulps ha natura preventiva e può essere disposta anche in assenza di responsabilità dirette del gestore, quando sussiste un collegamento oggettivo tra il locale e una situazione di pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova