Padova, vigilante di colore offeso: «Un clima d’odio, basta»

PADOVA. Uno sfogo lucido, affidato ai social, ha raccolto in poco tempo la solidarietà di molti utenti.
Miriam Goldoni è una padovana di 29 anni dell’Arcella, sposata da quasi un anno con Tidiane Diop, un uomo di 40 anni del Senegal con cui ha avuto una bambina di pochi mesi: affidandosi ad un post su facebook - diventato in poche ore virale - ha deciso di denunciare gli episodi di razzismo che colpiscono il marito. «Tidiane si occupa di vigilanza di negozi», scrive Miriam.
«Lo scorso giovedì c’è stata un’inaugurazione di un supermercato e insieme ad altri vigilantes si è occupato della gestione del flusso delle auto nel parcheggio. Dopo 13 ore di lavoro, tornava a casa raccontandomi dell’umiliazione di ricevere continui insulti personali e rivolti alla madre, persa da poco, finché un cliente ha cominciato ad insultarlo con frasi razziste chiedendo ad un suo collega italiano di farlo tornare nel suo Paese. Mio marito ha chiamato i carabinieri: il cliente prima ha negato, ma essendoci dei testimoni è stato costretto a chiedere scusa. Tidiane è un uomo onesto che lavora per mantenere la sua famiglia, non capisco perché secondo alcuni dovrebbe tornare al suo Paese e subire tali umiliazioni».
E tanti sono stati i messaggi di solidarietà ricevuti, anche da persone che non la conoscevano: «Ho scritto questo post perché è ora di finirla con questo clima d’odio», racconta Miriam. «So che quello è un lavoro che porta a prendersi a volte degli insulti ma con le offese razziste si è superato il limite. Mio marito è una persona che vuole solo lavorare onestamente: per alcuni è colpa degli altri stranieri che delinquono ma lui cosa c’entra? Mi fa paura pensare che nostra figlia che ha la pelle un po’ scura possa crescere in questo clima d’odio verso il diverso». —
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