Scontri tra attivisti e carabinieri in via Annibale da Bassano: quattro arresti
Intervento dei carabinieri in via Annibale da Bassano: attivisti denunciano metodi violenti, accerchiamento e momenti di caos. Quattro persone processate per direttissima e rimesse in libertà. Salis: «Come spesso accade: dietro la martellante retorica della “sicurezza”, gli abusi di potere»

Una serata ad altissima tensione e si riaccende la polemica a Padova sulle modalità dei controlli delle forze dell’ordine in città. Mercoledì sera durante un controllo anti-droga in via Annibale da Bassano, all’Arcella, i Carabinieri hanno fermato una macchina con quattro attivisti del vicino centro sociale Pedro, e avrebbero usato un metodo piuttosto brutale, secondo l’accusa di chi ha assistito alla scena.
«Hanno bloccato a terra e ammanettato uno dei giovani, senza alcun motivo e, una volta spinto violentemente nella volante, sono partiti rischiando di investire i numerosi testimoni che nel mentre si erano radunati sul posto», è il racconto degli attivisti.
In breve tempo, la situazione è degenerata: un gruppo di circa trenta persone, riconducibili alla galassia dei movimenti, è intervenuto circondando i militari. Ne è seguito un accerchiamento durato diversi minuti, caratterizzato da urla, spintoni e momenti di contatto fisico.
L’arrivo dei rinforzi, con il supporto della polizia di Stato e della locale, ha permesso di contenere la situazione. Ma quattro persone sono state fermate e processate ieri per direttissima: sono state rimesse in libertà, con obbligo di dimora e divieto di uscite tra le 22 e le 7. Nella giornata di venerdì il giudice ha convalidato gli arresti.
Le versioni di carabinieri e pedrini
Entrambe le parti hanno fornito la propria versione dei fatti. I carabinieri di Padova sono intervenuti con una nota: «I fatti si sono verificati nella tarda serata di ieri (mercoledì, ndr) a Padova, nell'ambito del servizio straordinario di controllo dell’area della stazione ferroviaria. I militari, in transito in via Annibale Da Bassano all’angolo con via Santissima Trinità, hanno notato l’atteggiamento sospetto della conducente di un’utilitaria. La donna, alla vista della pattuglia, ha repentinamente innestato la marcia dopo aver fatto salire a bordo due giovani appena usciti da una vicina tabaccheria. Insospettiti dalla manovra, i militari hanno deciso di procedere al controllo del veicolo.
A bordo si trovavano una ventunenne alla guida e 2 passeggeri. Durante l'accertamento, gli occupanti del mezzo hanno assunto un atteggiamento ostile ed oltraggioso, tentando di eludere il controllo allontanandosi.
Di lì a poco, la situazione è degenerata: sul posto, evidentemente allertati dai fermati, sono giunte circa quaranta persone provenienti dal vicino Centro Sociale Pedro. Il gruppo ha creato una barriera fisica attorno ai militari nel tentativo di delegittimarne l'operato ed opponendosi ai controlli in corso in modo da agevolare la fuga dei fermati.
Considerato il concreto rischio che la situazione sfuggisse di mano, la Centrale Operativa della Compagnia di Padova ha inviato celermente diversi equipaggi in supporto. Sono altresì giunte in loco pattuglie della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale di Padova. Nonostante l’attiva resistenza opposta dai convenuti, i tre occupanti del veicolo sono stati fermati insieme ad un quarto individuo ed accompagnati in caserma, dove sono stati tratti in arresto con le accuse di resistenza a Pubblico ufficiale., lesioni personali e oltraggio a Pubblico ufficiale.
A bordo del veicolo è stata rinvenuta sostanza stupefacente detenuta per uso personale dalla conducente che è stata anche denunciata in stato di libertà per la violazione della misura di prevenzione del Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno nel comune di Padova, emessa nel febbraio del 2024 e valida per quattro anni.
Nel corso delle attività un quinto individuo, trovato in possesso di un martello da carpentiere custodito in uno zaino, è stato denunciato per il porto di oggetti atti ad offendere.
Al termine delle attività fra i Carabinieri si contano 7 feriti che hanno riportato contusioni varie.
Sui social, invece, è apparsa la versione dei pedrini, accompagnata da un video pubblicato dall’account Globalproject.info, vicino al mondo antagonista: «La ricostruzione video dei gravissimi episodi di abusi perpetrati dai carabinieri ai danni dei 4 militanti del CSO Pedro e di diversi passati, avvenuti la sera del 15 Aprile, in seguito a un’assemblea cittadina di costruzione del 25 aprile».
«Il video – prosegue il post – è stato mostrato alla conferenza stampa tenuta questa mattina dal centro sociale, che si è appena conclusa. Nella conferenza stampa, tra le altre cose, sono stare mostrare le immagini delle ferite ed escoriazione che mostrano chiaramente le violenze subite».
Ilaria Salis: «Noi non accetteremo che l’Italia diventi uno Stato di polizia»
«Una modalità di controllo consolidata, che colpisce con particolare frequenza persone razzializzate o in condizioni di marginalità». Con queste parole Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, ha commentato i momenti di tensione avvenuti mercoledì sera all'Arcella. La nota di Salis è un duro atto d'accusa contro la gestione dell'ordine pubblico nella città del Santo, che ha immediatamente riacceso il dibattito politico anche nazionale.
Secondo l'eurodeputata, l'intervento delle forze dell'ordine non sarebbe un episodio isolato, ma parte di una strategia repressiva.
«Uno dei fermati, che dichiarano di avere consegnato i documenti e di non aver opposto alcuna resistenza, sarebbe stato strattonato con violenza, immobilizzato a terra e schiacciato fisicamente in stile George Floyd - racconta l’eurodeputata - Secondo diverse testimonianze, inoltre, i presenti che hanno assistito alla scena e hanno chiesto spiegazioni agli agenti sarebbero stati brutalmente aggrediti con calci, pugni, manganelli e spray al peperoncino».
Salis contesta apertamente la narrazione ufficiale, sostenendo che la reazione dei presenti sia stata una forma di «resistenza a un sopruso» e una difesa degli spazi di aggregazione che, a suo dire, vengono sistematicamente presi di mira dalle autorità.
Al Pedro infatti si era da poco svolta un’assemblea per l’organizzazione di eventi in occasione del prossimo 25 aprile. «Come spesso accade: dietro la martellante retorica della “sicurezza”, gli abusi di potere. Noi non accetteremo che l’Italia diventi uno Stato di polizia», ha concluso Salis.
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