Pensionato rischiava il distacco del gas: «Salvato da una rete di solidarietà»

Stefano Sacchiero aveva raccontato la sua storia al “mattino”. Sconosciuti si sono attivati: coperto il debito di 1.260 euro

Rocco Currado
Stefano Sacchiero
Stefano Sacchiero

La vicenda si è chiusa con un sospiro di sollievo e con il cuore colmo di gratitudine. Stefano Sacchiero, settantenne con varie patologie, residente in un alloggio Ater alla Guizza, nei giorni scorsi aveva denunciato attraverso le colonne di questo giornale il rischio imminente di distacco del gas per morosità. Dopo l’allarme lanciato pubblicamente, la procedura di chiusura dell’utenza è stata bloccata e il debito integralmente saldato grazie a una mobilitazione solidale che ha coinvolto amici, conoscenti e alcune realtà associative del territorio.

«Ora sono più rilassato, più tranquillo, questa brutta parentesi si chiude», confida Sacchiero, ricordando: «Lunedì mi hanno chiamato dicendo che l’operazione di distacco era stata bloccata». Pochi giorni prima, il sabato, erano arrivati tre bonifici e alcuni contributi in contanti che hanno permesso di raccogliere complessivamente 1.260 euro, la cifra necessaria a coprire l’intero debito con il fornitore del gas: «Ho fatto subito il bonifico a Edison e ho mandato la foto della ricevuta».

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Stefano Sacchiero, 70 anni

Determinante la rete di solidarietà che si è attivata attorno alla sua storia, dopo la scelta di «mettere in piazza una difficoltà personale». «Sono arrivati aiuti sia da amici che conosco da anni sia da persone che non avevo mai incontrato», spiega il settantenne, «con molti abbiamo condiviso battaglie per i diritti: evidentemente, al di là delle scelte che uno fa nella vita, resta una considerazione umana. Io ho sempre cercato di fare la mia parte nelle associazioni e qualcosa è tornato indietro, anche se non da parte delle istituzioni».

«Il mio sentimento è di assoluta gratitudine», ripete, «la solidarietà resta l’ultimo baluardo di fronte a una società sempre più attenta solo al profitto e agli aspetti materiali».

Non sono mancati i contatti diretti di persone che si sono riconosciute nella sua esperienza. «Mi ha chiamato un uomo dicendomi che aveva vissuto la stessa situazione e che per questo voleva aiutarmi. Solo chi ci passa davvero sa cosa vuol dire rischiare di restare senza riscaldamento d’inverno. Il riscaldamento non è un lusso, è una necessità, soprattutto per chi come me ha delle malattie». Sacchiero evidenzia come il suo non sia un caso isolato.

«Sono stato seguito per molto tempo dalla Caritas», fa sapere, «e ho incontrato tantissime persone che vivono le stesse difficoltà». Con una pensione di 824 euro che, al netto delle trattenute, si riduce a 524 euro mensili, la sopravvivenza resta complicata. «Con queste cifre non si può vivere dignitosamente oggi», lamenta Sacchiero, «la sera accendo le candele piuttosto che la luce, cerco di togliere il superfluo». Resta però l’amarezza per l’assenza di risposte strutturali. «La politica si autocelebra, ma concretamente non fa nulla», sostiene, convinto che «se non ci fosse stata questa colletta, per me non sarebbe finita bene». —

 

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