Piazzetta Gasparotto tra degrado, siringhe usate e uffici vuoti

L’area tra corso del Popolo e via Valeri è diventata rifugio per tossicodipendenti. Un imprenditore: «Vogliamo rivitalizzare lo spazio, ma il Comune non ci aiuta»

PADOVA. Bottiglie rotte, siringhe usate, carte di preservativi, bivacchi di cartoni e coperte. È questo lo scenario a cui si assiste a giorni alterni in piazzetta Gasparotto. A giorni alterni perché ogni tanto l’Aps passa e fa pulizia. Certo è che, complice la posizione, così centrale ma così poco di passaggio e nascosta dalla più trafficata corso del Popolo, la piazzetta pubblica è diventata covo di sbandati. Con il passare degli anni, come sostengono i pochi che sono rimasti a lavorare nella zona, la situazione è andata via via peggiorando.

In piazzetta Gasparotto non ci sono abitazioni ma solo uffici e spazi di lavoro. Uffici oggi per la maggior parte vuoti. Alcuni sono in vendita, altri in affitto, ma pare che nessuno voglia mettere la sede della propria attività nella piazzetta tra corso del Popolo e via Diego Valeri. Gli unici che hanno colto la sfida e stanno tentando con la loro presenza di riqualificare l’area sono i sette giovani che nell’aprile scorso hanno dato vita allo spazio di coworking CO+.

«Sapevamo che la zona era degradata, nel nostro progetto abbiamo deciso di venire qui proprio per cercare di migliorare il contesto», spiega Federico Boscaro, uno dei fondatori dello spazio. «Non è un’impresa facile perché purtroppo questo è diventato un posto conosciuto soprattutto dai tossicodipendenti». Secondo Federico Boscaro la piazzetta sarebbe utilizzata in particolar modo da persone che vanno là per farsi delle dosi. «Spaccio mi sembra ce ne sia poco. Ci sono invece molti tossicodipendenti, spesso italiani e di tutte le età, che vengono a drogarsi». È capitato spesso che i titolari del CO+ dovessero chiamare l’ambulanza. «Ogni tanto qualcuno si sente male e qualche altro entra per chiederci di chiamare il 118», dice Boscaro. Oltre allo spazio di coworking in piazzetta Gasparotto sono rimaste poche altre attività. C’è uno studio legale, un centro di ricerche sulle trasformazioni territoriali del nordest, poi ci sono d’angolo gli uffici della Regione, ed infine alcuni spazi vuoti del Comune.

«Li utilizzano raramente per fare qualche mostra», commenta Federico Boscaro. Quello che preoccupa è che il degrado nella piazzetta non sarebbe un fatto notturno. Come spiega un dipendente del centro di ricerche del civico 8, tutto avverrebbe sotto la luce del sole. «La mattina è il momento in cui si vedono le persone che dormono per terra, si vede la sporcizia lasciata dal giorno prima, poi durante tutta il giorno c’è un via vai di tossici, soprattutto quando le giornate si fanno più calde», prosegue il dipendente. «Sono persone che la maggior parte delle volte non arrecano disturbo, ma che comunque rendono la zona degradata, fanno paura, allontanano la gente».

l gestori dello spazio CO+ hanno già idea di cosa fare a livello pratico per migliorare la situazione. «Già l’anno scorso avevamo installato dei maxi schermo per seguire le partite di calcio, ed era stato un esperimento riuscito», dice Boscaro. «Qualche mese fa abbiamo chiesto al Comune di poter utilizzare la piazzetta per diversi altri eventi culturali, senza chiedere alcun finanziamento. Vista la situazione difficile e vista anche l’assenza di residenti, chiediamo delle deroghe al regolamento, affinché si possano organizzare proiezioni, concerti, mostre, senza un limite di serate. Ne parliamo da mesi con gli assessori. A parole apprezzano ma di fatto non si concretizza nulla».

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