Piazzola sul Brenta, cento espropri a tradimento
Parte senza preavviso il cantiere dell'acquedotto da Camazzole al Polesine

IN FALDA. Una delle prese dell’acquedotto lungo il Brenta a Camazzole. A sinistra Bellot, al centro Marcon
PIAZZOLA. Proprietari terrieri del Destra Brenta infuriati con l'agenzia regionale Veneto Acque per l'esproprio dei terreni dove passerà la condotta dell'acquedotto. Di punto in bianco, senza nessun preavviso o informazione preventiva, arrivano le raccomandate di Veneto Acque che impongono l'aut aut: o la cessione bonaria delle aree entro i primi di settembre oppure l'esproprio. Non c'è alternativa, di fronte all'opera, approvata ancora nel 2008, che prevede la realizzazione di una condotta per portare l'acqua potabile da Nord (Nove di Bassano, Carmignano) alla Bassa Padovana e al Polesine. Sicuramente un'opera di pubblica utilità, che i cittadini però scoprono solo ora.
Nelle settimane scorse sono state recapitate le raccomandate ai proprietari dei fondi nelle frazioni di Carturo e di Presina, ma a febbraio era già toccato a quelli di Tremignon e di Vaccarino, giù giù fino a Limena. In totale un centinaio di famiglie, che della nuova condotta non sapevano proprio nulla. Nelle frazioni a sud di Piazzola, molti addirittura non avevano nemmeno ricevuto la raccomandata e si son visti arrivare i funzionari regionali a casa a chiedere di firmare, altrimenti avrebbero provveduto con l'esproprio. «E' vergognoso - incalza Luciano Menegolo del Mondo di Piazzola - Possibile che nessuno abbia pensato di informare prima gli interessati? A Carturo nessuno sapeva nulla. Le tubazioni dovrebbero passare ad est del Brenta e tutte su terreni privati. Non era possibile farle passare nell'area demaniale? Ma al di là del tracciato, che doveva essere comunque un minimo condiviso dal territorio, quello che fa arrabbiare è che nessuno si sia preso la briga di informare la gente. Il Comune per primo, che aveva i nominativi delle famiglie. Cosa costava incontrare i proprietari e spiegare il progetto? C'è qualcuno che dovrà cedere anche parti consistenti di terreni. Uno ad esempio ha scoperto che nella sua proprietà verrà installata addirittura una centralina».
Che il procedimento sia regolare, nessuno lo mette in dubbio. Veneto Acque, per l'attuazione di parte del Mosav (Modello strutturale degli acquedotti del Veneto) ha fatto tutto rispettando leggi e procedure. Gli avvisi di esproprio sono stati pubblicati anche all'Albo pretorio del Comune e i nomi degli interessati, comune per comune, sono stati pubblicati nel 2009 anche nei quotidiani. Il Comune di Piazzola è quello con più fondi coinvolti. «E' mancata la comunicazione - incalza il capogruppo del Mondo Federico Bellot Romanet - E' necessario che l'amministrazione organizzi al più presto un incontro pubblico per far capire fino in fondo di che cosa si tratti. Altri Comuni l'hanno fatto, coordinando ed adottando dove possibile soluzioni migliorative. Da noi no. Proprio perché si tratta di un'ingente opera di pubblica utilità, sono convinto vi sia la comprensione e la condivisione dei proprietari interessati, che però non può che essere conseguente a una completa e chiara informazione».
«Nel tratto di Tremignon - risponde il sindaco Renato Marcon - siamo intervenuti con l'Ufficio tecnico man mano che arrivavano le raccomandate, ottenendo a volte qualche piccola rettifica del tracciato. Faremo lo stesso anche con i residenti di Carturo e Presina. E' chiaro però che non abbiamo alcun potere particolare da esercitare».
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