Ponte San Nicolò: il sorriso di Ennia spento dall’aneurisma

Cuoca all’asilo di Ferri e moglie del mister Gilberto Stecca, aveva 47 anni. Domani a Ponte San Nicolò l’ultimo saluto

PONTE SAN NICOLO'. Un dolore immenso, che colpisce una famiglia e un’intera comunità, mitigato solo dalla riconoscenza di aver potuto vivere accanto a una persona così buona e generosa. Si è spenta lunedì alle dieci di sera, nel reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale di Padova Ennia Bettella, 47 anni, del quartiere San Leopoldo di Ponte San Nicolò, per colpa di un aneurisma definito “gigante” dalla stessa equipe del prof. Renato Scienza. Mamma di tre ragazzi, moglie dell’allenatore Gilberto Stecca, da più di vent’anni lavorava come cuoca nell’asilo parrocchiale di Ferri di Albignasego. Ennia si trovava ricoverata nel nosocomio padovano dallo scorso 11 dicembre.

Racconta il marito Gilberto: «Da alcune settimane mia moglie non stava bene: era sempre stanca, arrivava a dormire 15 ore al giorno». Ma nessuno ipotizzava che dietro al malessere si celasse una diagnosi così infausta: «Il medico ha prescritto a Ennia alcuni esami. Ci siamo però preoccupati davvero quando ha iniziato ad accusare fortissimi mal di testa e a scandire male le parole che pronunciava. Poi, quando le si è bloccata la parte sinistra del corpo, abbiamo chiamato l’ambulanza». Arrivata in ospedale, le speranze per Ennia erano già ridotte al lumicino: «Pensavamo che potesse guarire, ma subito l’equipe del professor Renato Scienza ci ha spiegato che Ennia aveva un aneurisma gigante, uno dei più grossi che avessero mai visto, troppo grande e troppo in profondità per tentare persino di intervenire per via chirurgica». Già da dieci giorni la situazione era stata definita irreversibile. Ennia non è deceduta a causa della rottura dell’aneurisma, ma dalla sua progressiva dilatazione, che ha aumentato oltre ogni limite la pressione all’interno del cranio: la vigilia di Natale questa toccava quota 130, ben al di là di quanto il cervello potesse sopportare. Ma è come se Ennia avesse voluto concedere qualche giorno in più ai suoi familiari per facilitare, in un certo modo, un distacco già di per sé dolorosissimo. «I medici», aggiunge Gilberto, «ci hanno spiegato che questo ingrossamento ci poteva essere da anni: per tanto tempo ha vissuto con il rischio che in ogni momento si potesse rompere, uccidendola in pochi minuti».

Provati i tre figli, consapevoli di aver perduto una mamma straordinaria: Claudio, di 26 anni, Loris, di 25, già difensore centrale delle giovanili del Calcio Padova e ora agente della Polizia Stradale e la più piccola, Eleonora, 18 anni, studente dell’Istituto Gramsci. Il marito di Ennia, Gilberto, autista di AcegasAps, è ben conosciuto nelle pagine delle cronache sportive per la sua lunga carriera di allenatore, che lo ha portato a sedere sulle panchine del Voltaroncaglia, del Colombo, di Albignasego, di Solesino e ora delle giovanili del Maserà. Ennia, durante l’estate, spesso affiancava il marito nel servizio al bar dell’associazione per disabili “Amici del Mondo”, in Parco Vita. Era molto attiva in parrocchia, in particolare nel coro. La comunità le rivolgerà l’ultimo saluto domani pomeriggio, alle 15, nella chiesa parrocchiale di San Leopoldo.

«A tutti», dice il marito Gilberto, commosso, «mancherà il suo carattere solare, sorridente, capace di mettere tutti a proprio agio. Era sempre contenta. Sempre».

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