Propaganda politica a scuola, scoppia la bufera

Le professoresse protestano indignate, il sindaco di Piove sconfessa l'assessore Milanato
VALANGA DI CRITICHE. L’assessore leghista Lorena Milanato Sopra la staffetta «da San Marco a San Marco» snobbata dai cittadini di Piove
VALANGA DI CRITICHE. L’assessore leghista Lorena Milanato Sopra la staffetta «da San Marco a San Marco» snobbata dai cittadini di Piove
 
PIOVE DI SACCO.
«L'autorità scolastica non ha mai concordato né autorizzato la partecipazione di autorità politiche né tantomeno la manifestazione dell'associazione intervenuta alla palestra Borgo Rossi il 25 marzo»: la dirigente scolastica Franca Milani è a dir poco adirata per quanto è accaduto, a sua insaputa, venerdì scorso in occasione della festa del popolo veneto.
 La scuola aveva aderito all'iniziativa in base al programma proposto da Lorena Stevanato, assessore leghista alla cultura e identità veneta. Oltre ai giochi delle tradizioni e ai laboratori creativi, infatti, nella palestra dove erano radunati i piccoli alunni sono intervenuti il sindaco Sandro Marcolin, il vicesindaco Andrea Recaldin, l'assessore Stevanato e l'assessore provinciale Leandro Comacchio. E se non c'era motivo da parte della scuola di impedire un saluto delle istituzioni, altrettanto non si può dire dell'intervento dell'associazione indipendentista Raixe Venete. «Si è trattato di una iniziativa decisa arbitrariamente dall'assessorato alla cultura - sottolinea Milani - e preciso che le docenti, applicando rigorosamente le disposizioni vigenti nell'istituto, non hanno permesso che venisse divulgato agli alunni il volantino proposto dai manifestanti».  Si tratta del pieghevole della staffetta «da San Marco a San Marco» nella quale sono impegnati, con tanto di patrocinio della Regione, un manipolo di venetisti, transitati venerdì anche in piazza a Piove tra l'indifferenza totale della cittadinanza. «La questione - rincara la dirigente scolastica - sarà posta all'attenzione del consiglio d'istituto affinché l'autonomia della scuola e il profilo formativo della sua azione vengano assolutamente garantiti».  Che l'assessore Stevanato abbia approfittato della festa del popolo veneto per infilare a scuola gli indipendentisti che hanno bruciato un fantoccio di Garibaldi in risposta alle celebrazioni per l'Unità d'Italia, alla dirigente Milani proprio non è andata giù. «Il 25 io ero assente per un corso di aggiornamento - spiega - solo al rientro sono stata informata dalle insegnanti infuriate di ciò che era accaduto. E' inaccettabile. Ho già segnalato la cosa al provveditorato e ho scritto al sindaco».  Il messaggio è arrivato forte e chiaro a Marcolin, ancora una volta chiamato a rispondere dell'operato del suo assessore leghista: «Mi scuso per quello che è successo e ne prendo le distanze. Io sono intervenuto perché sono stato informato all'ultimo della presenza dell'assessore provinciale. Se avessi saputo cosa era stato organizzato l'avrei invitato in municipio. Chiederò conto all'assessore Stevanato - assicura - e al vicesindaco Recaldin».

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