Punta di ferro nella carne della mensa, a scuola arrivano i Nas
Scatta l’esposto del sindaco di Campo San Martino: «Dopo quattro episodi in due anni, difficile parlare di semplici coincidenze. Siamo scioccati»

Quattro episodi in due anni, tutti nella stessa scuola. Troppi, secondo il sindaco, per parlare ancora di coincidenze. Dopo l’ultimo caso avvenuto mercoledì nella mensa della scuola primaria Guglielmo Marconi, il primo cittadino Dario Luigi Tardivo ha deciso di presentare un esposto contro ignoti ai carabinieri chiedendo accertamenti su quanto sta accadendo.
L’episodio più recente ha coinvolto una bambina di sette anni che, mentre stava mangiando l’hamburger servito a pranzo, si è accorta di avere in bocca un corpo metallico. La piccola è riuscita a sputarlo immediatamente: si tratta di un frammento a forma di uncino, simile a un amo da pesca. Fortunatamente non ha riportato conseguenze fisiche, ma lo spavento è stato grande. «Sono quattro gli episodi negli ultimi due anni», spiega Tardivo, «un grande insetto, una lametta di taglierino, una puntina da disegno e adesso questo corpo metallico. Il fatto che si siano verificati nella medesima scuola e con questa ripetizione nel tempo dà particolare preoccupazione sotto il profilo della sicurezza».
Nel documento consegnato ai militari il primo cittadino parla apertamente di «possibili interferenze o alterazioni». Parole scelte con attenzione, ma che lasciano intendere il timore di un gesto intenzionale: «Dopo quattro segnalazioni in due anni è difficile parlare di casualità», aggiunge Tardivo. Un elemento che alimenta le perplessità riguarda il servizio di ristorazione gestito da Camst Group.
«Il medesimo operatore», sottolinea il sindaco, «fornisce i pasti anche ad altre scuole senza che risultino segnalazioni analoghe». Intanto ieri i militari del Nas si sono recati a scuola per effettuare una serie di controlli. Nel frattempo il Comune sta valutando possibili misure precauzionali. Tra le ipotesi c’è il passaggio temporaneo a pasti confezionati, gli stessi già utilizzati per il servizio di doposcuola a Marsango.
«Si tratterebbe comunque del normale pasto», precisa il sindaco, «ma con una modalità diversa di distribuzione». Tra i genitori cresce la preoccupazione. La madre della bambina coinvolta racconta che la figlia è ancora scossa: «La piccola è sconvolta, continua a dire che le vengono i brividi al pensiero di mercoledì e che non mangerà più in mensa».
Ieri alcune famiglie hanno preferito far rientrare i figli a casa per il pranzo, mentre altri bambini hanno portato il pasto da casa. In diverse classi si starebbe valutando anche una forma di protesta. «Ci stiamo organizzando per uno sciopero del cibo della mensa», concludono alcuni genitori. «Nei prossimi giorni molti di noi daranno ai figli il pranzo al sacco rifiutando quello del servizio». Intanto si attendono gli esiti delle indagini.
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