«Quotazioni a picco Costretti a questo solo per campare»

«Maledetta la volta che mia figlia mi ha portato a Padova. Guarda cosa mi tocca fare per campare». Catanese d’origine, ex dirigente del Comune, da 10 anni vive in un appartamento al 15° piano del...

«Maledetta la volta che mia figlia mi ha portato a Padova. Guarda cosa mi tocca fare per campare». Catanese d’origine, ex dirigente del Comune, da 10 anni vive in un appartamento al 15° piano del grattacielo Belvedere, e per motivi economici ha deciso di trasformarlo nel b&b “Alla Stazione”. Nello stesso pianerottolo, insieme alla moglie, ne gestiva anche un altro completamente abusivo. «Voleva studiare Medicina, ci ha costretti a trasferirci qua e ora ecco i risultati. I valori di mercato si sono dimezzati e qua si rischia di andare in rovina».

La Torre Belvedere è quasi totalmente “colonizzata” dai cinesi, anche se in alcuni alloggi ci abitano famiglie di paschistani e pure qualche italiano.

Gli odori sono quelli tipici della cucina orientale, i dragoni di carta appesi alle porte d’ingresso degli appartamenti, il via-vai continuo di uomini, donne e bambini dagli occhi a mandorla. Una piccola Chinatown verticale di 18 piani, per un totale di 90 appartamenti.

Si tratta di appartamenti di circa 150 metri quadrati l’uno, di proprietà di società italiane che affittano, vista anche la zona, soprattutto a stranieri. Ci sono però anche alcuni studi legali, una scuola d’estetica, la Primia, una psicologa psicoterapeuta, una scuola che offre corsi di recupero, un bed and breakfast e uno studio di consulenza.

La torre verde che fino a una quindicina di anni fa era sinonimo di élite, con i suoi residenti selezionatissimi, si sta sempre più svalutando tra schiamazzi notturni, risse, giri di prostituzione, hotel abusivi e frequenti sequestri delle forze dell’ordine. Gli ultimi due maturati proprio nella giornata di ieri.

«Ci ha sempre incuriosito il via-vai. Quando si apriva la porta si vedevano dentro luci rosse, che pensavamo fossero tipiche della tradizione cinese», raccontano perplessi gli studenti universitari che vivono di fronte all’appartamento in cui era stata creata un’alcova del sesso. «Per il resto qua non si sta male. Gli spazi sono ampi e gli affitti buoni».

I canini, in effetti, non sono esosi. Si parla di 850 euro al mese da dividere per cinque studenti. Il problema sono le spese condominiali, altissime: 400 euro al mese per appartamento, circa 5 mila euro all’anno. E il valore di vendita in picchiata.

Della situazione all’interno del Belvedere è ben a conoscenza l’amministratore condominiale, Fabio Bean. «Oltre ai classici disagi dovuti alla convivenza tra persone di culture e abitudini diverse, il problema fondamentale è il sovraffollamento. Spesso si verifica una gestione delle locazioni molto disinvolta» spiega. «Si tratta di un condominio in cui l’attenzione rimane alta. Gli stessi inquilini mi segnalano situazioni poco chiare di cui spesso viene a conoscenza anche la polizia locale».

Alice Ferretti

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