Ricercato per una rapina da 8 euro, preso al centro Giotto: deve scontare 2 anni e 7 mesi

Il 53enne era destinatario di un ordine di carcerazione definitivo per una condanna legata a un’aggressione del 2019 in piazza Rabin. Fermato dalle volanti nel centro commerciale di via Venezia, è stato portato al Due Palazzi

Silvia Bergamin
L'arresto è avvenuto al Centro Giotto
L'arresto è avvenuto al Centro Giotto

La fuga del cinquantatreenne ricercato per rapina e resistenza si è conclusa nel tardo pomeriggio di lunedì 6 luglio tra i corridoi affollati del centro Giotto di Padova.

Gli agenti delle volanti della questura lo hanno intercettato lì, durante uno dei consueti controlli del territorio intensificati nelle aree calde della città. Sul capo dell'uomo, un tunisino in Italia da 18 anni, pendeva un ordine di carcerazione definitivo: deve scontare due anni e sette mesi di reclusione per un brutale episodio che risale al 2019.

I fatti che hanno fatto scattare la condanna definitiva – arrivata nell'aprile del 2025 – si erano consumati in piazza Rabin a Padova. Il copione è di una violenza tanto assurda quanto immediata. Una turista inglese parcheggia l'auto e si avvicina alla macchinetta automatica.

Paga, attende l'erogazione del resto. Pochi secondi e l'uomo entra in azione: si avventa sulla gettoniera e le sfila le monete di mano. In tutto, appena 8 euro.

Quando la donna reagisce e gli intima con fermezza di restituire il maltolto, la risposta del cinquantatreenne è spropositata: afferra la propria bicicletta, la solleva e la scaglia con violenza contro la vittima, colpendola duramente alla gamba destra.

Un'aggressione lampo interrotta solo dall'arrivo delle forze dell'ordine, che lo arrestano in flagranza.

Quello di piazza Rabin, tuttavia, rappresenta solo l'ultimo tassello di un curriculum criminale lungo quasi vent'anni, costellato di spaccio, lesioni, furti e aggressioni in serie ai servitori dello Stato.

Il primo arresto registrato risale al 2008, quando l'uomo assale una guardia giurata in servizio cercando persino di strappargli la pistola d'ordinanza per portarla via. Nello stesso anno, il copione si ripete: bloccato dalle volanti con alcuni grammi di hashish, reagisce aggredendo gli agenti con minacce e violenza fisica. Nel 2010 arriva la prima condanna a dieci mesi di reclusione, seguita dalla misura di prevenzione dell'avviso orale del questore. Provvedimenti che non bastano a fermarlo.

Nel 2011 scattano di nuovo le manette, sempre per spaccio e sempre per violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Un'escalation continua, fatta di sprezzo delle regole e reati predatori, terminata solo lunedì sera con il blitz all'interno del polo commerciale di via Venezia.

Accompagnato negli uffici della questura per le procedure di identificazione e la notifica del provvedimento, l'uomo è stato trasferito direttamente alla casa di reclusione di Padova. I cancelli del Due Palazzi si sono chiusi alle sue spalle: stavolta la condanna è definitiva.

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