Vietate le scalate a Rocca Pendice: scatta la protesta

Ad aprile era stato firmato lo stop per fare le verifiche. In più di un centinaio di appassionati hanno sottoscritto una petizione per la riapertura della parete 

Gianni Biasetto
Gli striscioni apparsi nella staccionata che delimita l'area di parcheggio
Gli striscioni apparsi nella staccionata che delimita l'area di parcheggio

Gli appassionati di arrampicata sportiva chiedono a gran voce al Parco Colli di riaprire la falesia di Rocca Pendice chiusa per motivi di sicurezza. Nei giorni scorsi hanno attaccato degli striscioni nell’area di sosta vicino al cimitero di Teolo Capoluogo, dove solitamente lasciano le auto i climber che scelgono la nota palestra di Rocca Pendice sopra l’abitato di Teolo.

Aprite Rocca, Rocca Libera di Scalare a ancora Lasciateci Arrampicare sono gli slogan contenuti nei cartelli.

Inoltre più di un centinaio di appassionati hanno sottoscritto una petizione per la riapertura della parete, inviata a Regione Veneto, Parco Colli Euganei, Comune di Teolo e Cai Padova.

Con un decreto del direttore del Parco Colli, dalla fine del mese di aprile scorso su tutte le pareti di Rocca Pendice vige il divieto assoluto di arrampicata per la necessità di effettuare delle verifiche sulla stabilità delle rocce.

Motivi di sicurezza e di pubblica incolumità, dunque, essendo che alcuni massi sarebbero caduti.

Ricordiamo che alcuni incendi che hanno interessato recentemente le pareti del colle, compresa anche la storica Carugati, e che si sono sviluppati nel materiale legnoso che negli anni si era depositato nei crepacci, hanno reso instabile alcuni filoni di roccia.

Il decreto

Secondo quanto riporta il decreto del direttore dell’Ente, tutte le vie di risalita rimarranno interdette fino al completamento delle verifiche che vengono fatte in loco per valutare l’effettivo stato dei luoghi e la loro messa in sicurezza.

Nella petizione Free Climb evidenzia che il motivo edotto dal Parco, cioè la caduta di alcuni sassi nel settore tra la diavolo e le dinamiche, «la chiusura sia dettata da altre cause incomprensibili».

In montagna – si legge nell’istanza – in tutte le falesie il pericolo zero non esistite, e chi le frequenta si assume un rischio ragionevole.

La falesia è frequentata da centinaia di scalatori di tutte le età, e la manutenzione è sempre stata eseguita con grande scrupolo e professionalità, inoltre è attivo un eccellente soccorso alpino.

Gli arrampicatori chiedono al Parco di valutare la chiusura di alcuni settori, di alcune porzioni di parete.

La petizione

«Se il problema è la caduta sassi in una porzione di parete si può chiudere quel settore fintantoché si ripristina l’agibilità, e si lasciano liberi di scalare tutti gli altri. Rocca Pendice – si legge nella petizione – per la esposizione geografica è una falesia ottimale in primavera e estate, le altre pareti sono troppo esposte al sole o troppo lontane; chiuderla totalmente proprio adesso è particolarmente dannoso per gli sportivi. C’è inoltre una grave ricaduta sull’economia turistica di Teolo per l’assenza di scalatori ed escursionisti che si fermano nei punti ricettivi del paese. Chiediamo a chi ha l’autorità di riaprire la falesia che da cento anni è meta libera e appassionata di tanti».

In questo periodo di stagione alcune via di arrampicata di Rocca Pendice sono interdette anche proteggere la nidificazione del falco pellegrino.

Fino al 15 giugno, infatti, sono vietate le arrampicate nella zona del Pilastro Sud e nella Parete Est.

 

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