Distratta e derubata della borsa, il sindaco: «Basta impunità per i minori»
Baby gang in azione in pieno giorno nel parcheggio del negozio Tedi a Cittadella, vittima una donna a cui è stata sottratta la borsa dalla macchina. Il primo cittadino Pierobon: «Servizi sociali obbligatori»

Derubata in pieno giorno della borsa da giovanissimi scaltri. Furto con destrezza ai danni di una donna davanti al negozio Tedi di Cittadella, a due passi dal Burger King. È successo venerdì 5 giugno, alle 12.40.
La vittima ha raccontato l’episodio sui social, raccogliendo il malumore e la rassegnazione di decine di persone. Secondo la sua ricostruzione, alcuni ragazzini l’avrebbero avvicinata con una scusa banale, sostenendo che avesse perso del denaro: nel momento in cui si è voltata a controllare, i malviventi le hanno sottratto la borsa dall’auto, rimasta aperta e parcheggiata a soli due metri di distanza. Il tutto in una manciata di secondi, con una tecnica collaudata che non ha lasciato scampo.
«Un passo dalla macchina in 20 secondi. Sono dei maestri», ha commentato la derubata. «C’è da avere paura a uscire anche in pieno giorno», ha scritto una residente.
Sul caso interviene anche il sindaco della città murata, Luca Pierobon, che invita i cittadini alla massima prudenza: «Episodi come questo ci ricordano quanto sia importante non abbassare la guardia, nemmeno nei luoghi che consideriamo familiari e sicuri». E aggiunge: «Negli anni abbiamo lavorato molto sulla zona: telecamere installate progressivamente, controlli costanti della polizia locale e dei carabinieri, anche in borghese. Teniamo presente che l’area è destinata a diventare ancora più frequentata, perché ci sarà un nuovo quartiere, e questo richiederà un’attenzione ancora maggiore».
Che fare? «Il problema vero è l’impunità: chi commette questi reati, spesso minorenni, sa che non gli accadrà nulla. La denuncia finisce là. Serve un deterrente reale, non il carcere fine a se stesso, ma misure concrete come i servizi sociali obbligatori. Bisogna anche intervenire sulle famiglie, perché troppo spesso sono assenti o disinteressate. Noi stiamo lavorando a un progetto con associazioni e parrocchie per raggiungere i ragazzi della seconda generazione, farli sentire parte di una comunità e non estranei al sistema. Nel frattempo i controlli continuano, e con i fotogrammi contiamo di risalire agli autori di questo furto. Giusto denunciare sempre, ogni segnalazione è preziosa».
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