Salvò cinque ebrei dai nazisti, a Suor Carmelita Bravi è «Giusta tra le Nazioni»
La religiosa, morta due anni fa, ha vissuto per oltre 70 anni tra le Dorotee. Aveva nascosto per tre anni in canonica le cinque persone: tra loro anche un bambino

«Giusta tra le Nazioni», è questo il titolo che la Commissione israeliana per la designazione ha conferito alla padovana di adozione Margherita Bravi, conosciuta come Suor Carmelita, che con lo zio don Giuseppe Bravi e la zia Maria, ha salvato e nascosto per tre anni in canonica cinque ebrei, tra i quali un bambino. Originaria del Bergamasco Suor Carmelita ha vissuto per 70 anni a Padova, in seno all’Ordine delle Dorotee. Il riconoscimento, però, le è arrivato postumo, perché è morta due anni fa, dopo aver compiuto 100 anni.
«In vita quando raccontava l’episodio, lo faceva come avesse svolto semplicemente un’azione quotidiana. Non metteva nessuna enfasi, anzi minimizzava», racconta suor Orsolina Poma direttrice dell’Istituto scolastico Santa Dorotea di via del Livello, «era originaria di Medolago, un paesino di poche anime e proprio qui la notte del primo novembre del 1942 mentre si trovava in chiesa con don Giuseppe lo zio, decise di accogliere e nascondere degli ebrei: due coppie e un bambino piccolo, che rimasero nascosti fino al 25 aprile del 1945. Una scelta coraggiosa e pericolosa, ma Carmelita diceva di averlo fatto e basta, perché era giusto.
Poi, ricordava sempre come tutto il paese li avesse aiutati, gli abitanti infatti aveva compreso che in canonica ci fossero delle persone e quindi portavano quello che potevano: uova, galline, cibo di vario genere e vestiario. Dopo la liberazione gli ebrei rientrarono in Israele e tornarono in Italia a ringraziare i loro salvatori nel 1960».
La celebrazione
Una storia importante questa per la comunità delle Dorotee padovane, che ha sempre custodito il racconto di suor Carmelita, la quale a 92 anni decise di scrivere tutto quello che era successo per non dimenticare le atrocità della guerra e far riflettere così le future generazioni.
«Sappiamo che riceverà medaglia e certificazione inviate dalla commissione all’ambasciata dello Stato di Israele a Roma, che organizzerà una cerimonia in memoria della religiosa, mentre in futuro il nome dei protagonisti di questo salvataggio sarà inciso sul Muro d’onore nel Giardino dei Giusti a Yad Vashem», prosegue la sorella, «Ovviamente anche noi parteciperemo alla cerimonia nella capitale. Certamente il 27 gennaio 2027 qui in sede organizzeremo un evento per ricordare suor Carmelita, una sorella sensibile, dalla spiccata intelligenza e generosità che sollecitata su questa storia diceva sempre: ho fatto il mio dovere, che nessuno si stupisca».
La comunicazione è arrivata da Gerusalemme lo scorso 30 giugno e si sottolinea «il coraggioso aiuto che hanno fornito agli ebrei durante l’Olocausto».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








